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Appalti Mose, PD: sconcertati, urgente legge anticorruzione

Dopo gli arresti effettuati oggi in Veneto nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, i parlamentari del PD si dicono "sconcertati per quanto è successo" nonché "stupiti per il coinvolgimento del sindaco di Venezia" Giorgio Orsoni del PD. C'è chi chiede semplificazione trasparenza nella gestione delle opere pubbliche e chi insiste per una legge anticorruzione.

"L'urgenza di una legge contro la corruzione è sotto gli occhi di tutti, dopo l'ennesimo scandalo. La vicenda del Mose fa comprendere come sia da rivedere anche la legge sugli appalti, con le deroghe che prevede, perché l'efficienza non può cancellare le esigenze di trasparenza" dichiara la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, membro della Direzione nazionale del PD, aggiungendo: "Non entro nel merito dell'inchiesta e degli arresti, alla giustizia si chiede di lavorare bene e presto, chiarendo le singole posizioni. Lo stesso dovrebbe fare la politica, approvando rapidamente la normativa sulla corruzione e rivedendo i tempi della prescrizione dei reati. Si stima che la corruzione costi all'Italia circa 60 miliardi di euro l'anno ed è un costo che non ci possiamo più permettere".

Dopo gli arresti effettuati oggi in Veneto nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, i parlamentari veneziani del Partito Democratico, Pier Paolo Baretta, Andrea Martella, Michele Mognato, Sara Moretto, Delia Murer e Davide Zoggia sottolineano: "Come tutti i veneziani siamo molto sconcertati per quanto è successo: i fatti che stanno emergendo disorientano ed indignano una città intera, il Veneto ed un intero Paese. - precisando - Siamo anche stupiti per il coinvolgimento del sindaco di Venezia (Giorgio Orsoni del PD, ndr), ed amareggiati dal punto di vista umano e personale. E ciò vale anche nei confronti di chi, nel PD, ha svolto la sua attività politica ed istituzionale. A questo punto ci auguriamo che la magistratura proceda col suo lavoro e con tutti gli accertamenti necessari a chiarire e definire in tempi brevi la responsabilità dei singoli, la natura e la gravità delle imputazioni".

"Quanto si apprende dall'inchiesta sul Mose è un duro colpo per la buona politica, i fatti ripetono quello che è successo vent'anni fa, in un momento in cui stiamo facendo uno sforzo enorme per cambiare radicalmente verso al nostro paese. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e della sua indipendenza, e nel rispetto delle singole persone coinvolte, va sottolineato che se qualcuno ha sbagliato deve pagare" afferma anche Roger De Menech, deputato democratico e segretario regionale del PD Veneto, auspicando "un ricambio nei modi e nelle persone del sistema di gestione veneta" come "antidoto al malaffare dilagante" perché "da troppo tempo si profila un sistema veneto che coinvolge tutti i soggetti che da 20 anni hanno le mani sulle prospettive di sviluppo della nostra regione". Roger De Menech precisa quindi come sia "necessario che si intervenga in modo assolutamente radicale sulla gestione degli appalti e della cosa pubblica", evidenziando che "le opere vanno fatte semplificando le procedure e nella massima trasparenza, la politica deve scommettere su una nuova classe dirigente che si assuma le responsabilità marcando in maniera netta la discontinuità con questo sistema di potere".

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