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Agromafie, Scalia (PD): bene inchieste, ma serve più impegno per consumatori e produttori

"Ogni azione di repressione delle agromafie è una buona notizia. Le vittime di questo affare criminale sono, come ovvio, i consumatori e i produttori", così in una nota Scalia, politico PD.

"Ogni azione di repressione delle agromafie è una buona notizia" afferma in una nota Francesco Scalia, commentando la recente ordinanza emessa all'esito di una prolungata attività investigativa che ha consentito di delineare le modalità di infiltrazione del clan dei Casalesi e del clan Mallardo nel sistema del trasporto su gomma dei prodotti agroalimentari, commercializzati nei principali mercati ortofrutticoli della Campania, della Sicilia e del Lazio.
"Le agromafie esistono e fanno affari miliardari. - prosegue il senatore PD - Sono presenti in tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, compresi i servizi di trasporto come ha evidenziato la magistratura. Si stima che nel 2014, nonostante la crisi, hanno incrementato il fatturato del 10% rispetto all'anno precedente, superando i 15 miliardi di euro. Le vittime di questo affare criminale sono, come ovvio, i consumatori e i produttori. I primi si vedono, da una parte, rifilata merce straniera per italiana, e non tutti i produttori esteri hanno gli stessi nostri livelli di qualità e sicurezza, e, dall'altra, vedono moltiplicare il prezzo dei prodotti. Le seconde vittime sono i produttori che a causa delle infiltrazioni malavitose si vedono sottopagata la loro merce". L'esponente dem aggiunge: "Per contrastare efficacemente il fenomeno è necessario che il binomio economia legalità funzioni al meglio. Ma è anche necessario che la legislazione, già oggi all'avanguardia per quanto riguarda l'Italia, venga costantemente aggiornata, man mano che denuncie e controlli specificano ulteriormente il fenomeno malavitoso. - e conclude - Così come è necessario che il governo agisca in sede europea per affrontare alcuni nodi che rendono meno efficaci le azioni di contrasto e prevenzione. Proprio in queste direzioni va una mia mozione, sottoscritta da molti colleghi, che presto verrà discussa in Senato".

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