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Morte di Osama Bin Laden non sia occasione per una crescita dell'odio

Federico Lombardi, direttore Sala Stampa Sante Sede, commenta la notizia dell'uccisione di Osama Bin Laden, spiegando che "di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai" e augurandosi che questa "non sia occasione per una crescita ulteriore dell'odio, ma della pace".

"Osama Bin Laden – come tutti sappiamo – ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli, causando la morte di innumerevoli persone, e di strumentalizzare le religioni a questo fine" spiega il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede Federico Lombardi una volta appresa la notizia della uccisione del leader di Al Qaida, come annunciata da Barack Obama la notte del 1 maggio (2 maggio in Italia). Federico Lombardi, però, ci tiene anche a precisare, forse riferendosi anche alle scene di gioia da parte degli americani che si sono riversati in piazza dopo aver appreso la notizia dal loro Presidente, che "di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini, e spera e si impegna perché ogni evento non sia occasione per una crescita ulteriore dell'odio, ma della pace". Un invito, quindi, ad interrompere questa spirale di odio generata in seguito all'attentato dell'11 settembre 2001, perché una guerra, anche se contro il terrorismo, non potrà mai portare la pace.

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