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Testamento Oriana Fallaci: la firma è falsa? "Questione di eredità"

Oriana Fallaci lascia tutta la sua eredità al nipote Edoardo, che nel 2008 pubblica postumo il romanzo incompiuto della scrittrice morta nel 2006. Da allora una battaglia con la madre, sorella di Oriana, che ora sosterrebbe che la firma sul testamento sarebbe falsa.

La guerra tra i Fallaci, i parenti della scrittrice Oriana, sembra essere condannata a continuare. L'ultimo capitolo di questa saga legata all'eredità che Oriana Fallaci ha intestato al nipote Edoardo Perazzi si trasferisce nelle stanze della Procura di Firenze. Paola Fallaci, sorella di Oriana e madre di Edoardo, sosterrebbe che la firma in calce al testamento non sarebbe quella della scrittrice, ma un falso. "Figuriamoci. Quel testamento è stato firmato negli Stati Uniti, davanti a testimoni, avvocati e a una corte" ribatte Edoardo Perazzi, che si dichiara fiducioso nella magistratura. "Gli accertamenti che sta conducendo la procura non potranno che far emergere ciò che è evidente - spiega Edoardo - So solo che mi è caduta in testa l'ennesima tegola. Quanto abbia rispettato le volontà di mia zia lo dimostra anche il mio operato. Per questo sono tranquillo". La lotta intestina tra madre e figlio, infatti, inizia nel 2007, quando Edoardo manifesta l'intenzione di pubblicare quel romanzo incompiuto di Oriana Fallaci incentrato sulla storia della loro famiglia, uscito poi nel luglio del 2008 con il titolo "Un cappello pieno di ciliege". L'opera era stata interrotta a causa dell'attentato dell'11 settembre 2001. "Quel libro incompiuto non va pubblicato - spiegava allora Paola Fallaci - Di questo romanzo non finito restano almeno 300 pagine battute a macchina, ma non ci sono le pagine più belle: quelle che avrebbe voluto scrivere sulla nostra famiglia dalla fine dell'Ottocento al 1944. Mancano le pagine sulla Resistenza antifascista a cui Oriana teneva moltissimo". Da allora la tensione tra Edoardo e la madre sembra essere rimasta alta, culminata in quest'ultimo atto. In una intervista del 2008 Paola Fallaci spiegava che lei e l'altro suo figlio, Antonio, non citato nel testamento della zia, sarebbero stati "bistrattati" ma precisava che queste prese di posizioni riguardavano solo una "questione di eredità morale e culturale". Edoardo Perazzi, commentando questo esposto, lascia da parte sia la cultura che la moralità, affermando invece come l'obiettivo della madre sia abbastanza "evidente", e cioè "l'eredità. Niente di più, niente di meno".

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