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Polonia: ok legge su Olocausto. E' negazionismo o censura?

La Polonia approva la legge che condanna con il carcere chi sostiene che i campi di concentramento sono polacchi. Israele taccia Varsavia di negazionismo.

La Polonia, dopo il voto in Senato dominato dal partito conservatore Diritto e Giustizia, ha approvato la controversa legge con la quale si può condannare fino a tre anni di prigione coloro che attribuiscono alla nazione o allo Stato polacco la corresponsabilità per l'Olocausto.

Se è vero che il più famoso e tremento campo di concentramento (Auschwitz) è in Polonia, è altrettanto vero però che dopo l'occupazione nazista del 1939 lo Stato fu letteralmente smantellato e diviso in due: la parte occidentale rimase ai tedeschi mentre l'Unione Sovietica prese la parte orientale riportando le sue frontiere sulla "linea Curzon".

E' Wikipedia, enciclopedia da sapere non proprio conservatore, inoltre a ricordare: "Entrambe le potenze furono ostili alla cultura polacca e al popolo polacco, e cercarono pertanto la loro distruzione. Prima dell'Operazione Barbarossa, la Germania e l'Unione Sovietica coordinarono le proprie politiche nei confronti della Polonia, in quattro conferenze tra la Gestapo e l'NKVD, in cui le potenze occupanti discussero progetti contro la resistenza polacca e per la futura distruzione della Polonia. Più di 6 milioni di cittadini polacchi - circa il 21,4% della popolazione della Polonia - morì tra il 1939 e il 1945. Più del 90% delle morti avvenne per motivi non militari, dato che la gran parte dei civili venne bersagliata con azioni deliberate di tedeschi e sovietici".

"Tutti i polacchi scompariranno dalla Terra", giurò infatti Adolf Hitler, ordinando alla Wehrmacht (forze armate tedesche) una settimana prima dell'invasione: "Uccidete senza pietà tutti gli uomini, donne e bambini di discendenza o lingua polacca. Siate spietati. Siate brutali. È necessario procedere con la massima severità. Questa sarà una guerra di annichilimento". I nazisti sostenevano infatti che gli slavi, così come gli ebrei, fossero dei subumani.

Sbaglia però la Polonia a censurare il libero dibattito storico con lo spauracchio del carcere, pena che oltretutto verrà inflitta anche nei confronti di quanti negheranno i crimini compiuti durante la guerra sui polacchi da parte dei nazionalisti ucraini. Inoltre, a rischiare di finire condannato potrebbe essere anche chi, visitando un campo di sterminio, lo definisse (magari per sbaglio) "polacco".

Immediata infatti è stata la reazione del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, il quale ha parlato di "distorsione della verità, alterazione della Storia e diniego dell'Olocausto" assicurando che in merito non ci sarà "nessuna tolleranza". Gerusalemme sta quindi già pensando di varare una legge per garantire protezione legale ai cittadini israeliani che in futuro potrebbero finire accusati in base alla nuova legge polacca.

© riproduzione riservata | online: | update: 01/02/2018

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