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Netanyahu: Hitler non voleva sterminio ebrei. Con ddl negazionismo 3 anni di carcere

Benjamin Netanyahu ha affermato che Adolf Hitler non voleva lo sterminio degli ebrei ma voleva solo espellerli dalla Germania e dall'Europa. Se Netanyahu avesse dichiarato una cosa del genere in Italia con approvata la legge sul negazionismo, il premier israeliano avrebbe rischiato la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 10.000 euro.

Il legislatore italiano sembra più realista del re. Walter Verini (PD) relatore del ddl sul negazionismo (approvato alla Camera ed ora in attesa del vaglio del Senato) deve probabilmente essere saltato sulla sedia quando ha ascoltato Benjamin Netanyahu affermare che Adolf Hitler non voleva lo sterminio degli ebrei, più propenso invece ad espellerli dalla Germania. Netanyahu, davanti al Congresso Sionista, ha infatti affermato: "Il Mufti volò a Berlino (nel 1941, ndr), all'epoca Hitler non voleva sterminare gli ebrei, voleva espellerli. Amin al-Husseini (l'allora Gran Mufti di Gerusalemme, ndr) andò da Hitler e gli disse 'Se li cacci, verranno da noi (in Palestina, ndr)'. Allora Hitler gli chiese 'Cosa ne devo fare?' E il Mufti gli disse 'bruciali' ".

Con il disegno di legge di cui è realtore Verini, se Netanyahu avesse dichiarato una cosa del genere in Italia il premier israeliano rischierebbe la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 10.000 euro perché il negazionismo "è un inaccettabile abuso di diritto, che non può essere protetto dal diritto alla libertà d'espressione o di ricerca, come riconosciuto anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo" come ha dichiarato Silvana Amati (PD) prima firmataria del provvedimento.

Da ricordare, però, che il padre di Netanyahu era un eminente storico, Benzion Netanyahu. Il premier israeliano ha infatti chiarito che ci sono "molte prove" a sostegno delle sue accuse contro Amin al-Husseini, tra cui la testimonianza di un assitente di Adolf Eichmann, considerato uno dei maggiori responsabili operativi della Shoah, presso la Corte di Norimberga. L'assistente di Eichmann, Dieter Wisliceny, ha infatti dichiarato che al-Husseini ha ripetutamente suggerito lo sterminio degli ebrei europei ai leader nazisti. Riporta Wikipedia: "Dieter Wisliceny testimoniò durante il processo per crimini di guerra del 1946 che: Il Mufti fu uno dei propugnatori dello sterminio sistematico del giudaismo europeo e fu un collaboratore e consigliere di Eichmann e di Himmler nella realizzazione di questo piano. Fu uno dei migliori amici di Eichmann e lo incitò costantemente ad accelerare le misure dello sterminio. Ho sentito dirgli che, accompagnato da Eichmann, aveva visitato in incognito le camere a gas di Auschwitz".

"E' assurdo ignorare il ruolo del Mufti, il quale ha giocato per incoraggiare e motivare Hitler" ha infine dichiarato Bibi Netanyahu. Amin al-Husseini è stato accusato di crimini di guerra, ma non è mai apparso al Processo di Norimberga, morendo nel 1974 a Beirut. Saeb Erekat, il segretario generale dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), ha accusato Netanyahu di utilizzare la tragedia umana della Shoah per cercare di segnare punti politici contro i palestinesi e quindi strumentalizzare la crisi che ha portato alla cosiddetta Intifada dei coltelli. Il governo tedesco ha però cercato di chiudere immediatamente il dibattito (e le polemiche) sorte dopo le dichiarazioni di Netanyahu affermando che la responsabilità dell'Olocausto è da attribuire unicamente alla Germania e che non c'è bisogno di andare a cercare altri colpevoli.

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