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Negazionismo punito per legge

Oggi cade il 67esimo anniversario della deportazione degli ebrei di Roma e Riccardo Pacifici, capo della comunità israelitica della Capitale, invita le autorità politiche ad impegnarsi per "mettere nero su bianco un testo di legge sul negazionismo".

Oggi cade il 67esimo anniversario della deportazione degli ebrei di Roma e in una lettera inviata ieri a La Repubblica il capo della comunità israelitica della Capitale Riccardo Pacifici invita le autorità politiche ad impegnarsi per "mettere nero su bianco un testo di legge sul negazionismo", facendo un "appello in primis ai presidenti di Camera e Senato di fare uno sforzo in tale senso e calendarizzare la discussione".
E il portavoce di Schifani risponde immediatamente facendo sapere che se verrà presentata a Palazzo Madama un disegno di legge sull'argomento, la seconda carica dello Stato si impegnerà a calendarizzarla nei tempi più rapidi possibili, affinché ci possa essere una tempestiva discussione.
Anche il Presidente della Camera Gianfranco Fini scrive a Pacifici comunicandogli che sosterrà l'iniziativa.
Ma una legge che vieterà di esternare "teorie ed interpretazioni tese a negare o ridimensionare la portata dell'Olocausto", come afferma il sindaco di Roma Gianni Alemanno, è benvoluta da tutte le forze politiche.
Maurizio Gasparri, presidente del gruppo PdL al Senato, "sarà onorato di sostenere in Parlamento" una tale iniziativa legislativa. Ma anche Piero Fassino sosterrà "la legge contro il negazionismo e contro ogni tentativo di alterare la tragica verità della storia" e così pure l'Italia dei Valori perché bisogna "condannare tutti gli atti e tutte le iniziative volte a cancellare le pagine più drammatiche della nostra storia", come afferma in una nota Antonio Di Pietro.
Il rastrellamento del Ghetto di Roma del 1943, e lo sterminio degli ebrei, e non solo, nei campi di concetramento tedeschi, sono una pagina buia della storia dell'umanità.
"C'è ancora chi si ostina a non comprendere l'unicità della Shoah, paragonandola ad altri eventi tragici della storia moderna", sostiene Francesco Rutelli, favorevole all'istituzione del nuovo reato penale. Nella speranza naturalmente che l'eventuale introduzione della norma non faccia cessare il sano dibattito storico (quello che non mette in dubbio minimamente l'Olocausto) per paura che questo possa essere strumentalizzato per fini politici.

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