Mario Monti non firmerà la garanzia finanziaria richiesta dal CIO per la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020. Ma quanti soldi lo Stato italiano avrebbe dovuto investire (perché di ivestimento indubbiamente si tratta) per la preparazione dei Giochi? Solo 4,7 miliardi di euro netti. E in 8 anni.
Quanto avrebbe speso lo Stato italiano per finanziare le Olimpiadi di Roma 2020? In base alla relazione della Commissione di Compatibilità economica, presentata nella sala della Protomoteca del Campidoglio il 13 gennaio scorso, la spesa che lo Stato avrebbe dovuto garantire sarebbe stata pari ad 8,7 miliardi di euro, anche se la spesa pubblica netta infine sarebbe risultata pari a soli 4,7 miliardi di euro, perché 3,5 miliardi sarebbero stati "certamente recuperabili" da: - Ricavi del Comitato organizzatore (diritti media e sponsor internazionali dal CIO, sponsor nazionali, biglietteria, ecc) stimati 2,3 miliardi di euro; - Ricavi da valorizzazione immobiliare stimati 1,2 miliardi di euro (perché le opere necessarie per le Olimpiadi 2020 a Roma sarebbero state realizzate in massima parte su suolo pubblico o utilizzando edifici pubblici).
Nella relazione della Commissione di Compatibilità economica si sottolineava, inoltre, che "tale investimento pubblico" sarebbe stato "compenato da maggiore gettito erariale, cioè IVA e imposte dirette (pari a 4,6 miliardi di euro) derivante dal PIL aggiuntivo", tanto che si andava precisando come "ospitare i Giochi determina una crescita del PIL di 17,7 miliardi di euro" nonché la creazione di "29.000 posti di lavoro nel 2020 e di 12.000 negli anni antecedenti e successivi per un totale di 170mila unità / anno lavoro". Inoltre, si era stimato che il PIL sarebbe cresciuto di +1.4% in Italia (al Nord +0.5, al Centro +3.9 e al Sud +1.0).
La preparazione delle Olimpiadi 2020 (sempre se Roma fosse stata proclamata vincitrice tra tutte le altre città candidate ad ospitare i Giochi) avrebbe quindi presumibilmente portato una boccata di respiro a tante aziende italiane in difficoltà, rilanciando quella crescita finora solo annunciata.
Mario Monti però boccia la candidatira di Roma 2020, non firmando la garanzia finanziaria richiesta dal CIO e spiegando: "Noi non vogliamo che chi governerà nei prossimi anni si trovi in difficoltà". In definitiva, quindi, in 8 anni lo Stato italiano, sembra di capire, non potrà investire 4,7 miliardi di euro (netti) per un progetto che avrebbe aumentato il Prodotto interno lordo dell'Italia e offerto centinaia di migliaia di posti di lavoro. Miliardi che forse lo Stato italiano dovrà invece "risparmiare" a causa, anche, del Fiscal Compact che entrerà in vigore il 1 gennaio del 2013, che ci obbliga al tanto "equo" pareggio di bilancio.
Le "pratiche burocratiche" per Roma 2020 vanno avanti, e così il presidente del Coni, Gianni Petrucci, firma e invia a lettera al Cio per la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2020.
Mario Monti boccia le Olimpiadi 2020 di Roma. Il sogno di Gianni Alemanno come di Mario Pescante (presidente del Comitato Roma 2020), tra gli altri si infrange. Troppi soldi, dice il premier, e qualcuno comincia già a pensare che l'Italia sarà ancora in crisi anche tra 8 anni.
Il CIO ha annunciato che a tutti gli atleti sarà vietato, nel corso delle Olimpiadi 2012, il possesso e l'uso di siringhe "al di fuori delle aree di assistenza sanitaria".
Roma 2020 parte con la delibera dell'assemblea capitolina che formalizza la candidatura della città eterna alle Olimpiadi. Costituito il Comitato Promotore che sarà guidato da Mario Pescante e che "potrà contare su un contributo annuale di un milione di euro".
Ospitare le Olimpiadi sono per una città un grande onore ma soprattutto un grande giro d'affari, spesso però non per la cittadinanza, e infatti in Spagna nasce un gruppo che intende constrastare la candidatura di Madrid 2020.
Dopo i soli 7 voti ottenuti da Annecy, che ha perso miseramente la possibilità di ospitare i Giochi invernali del 2018, il presidente del comitato olimpico francese ammette che Parigi non sarà in lizza per le Olimpiadi 2020.