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Olimpiadi 2012 nuoto: Magnini contro il ct, ma difende Pellegrini

Il nuoto azzurro non riesce a regalare medaglie in queste Olimpiadi 2012 di Londra, e Filippo Magnini, prima ancora della sconfitta in finale di Federica Pellegrini, lascia intendere che è l'allenamento del ct Claudio Rossetto ad essere stato sbagliato per i Giochi. L'arrivo di Federica pellegrini in quadra, invece, non c'entra niente.

Nessuna medaglia nel nuoto in queste Olimpiadi 2012 di Londra, e ieri, dopo aver perso la qualificazione nella semifinale dei 100 stile libero, Filippo Magnini esterna tutta la sua delusione, e rabbia. Nelle batterie Magnini si è infatti posizionato solo 19esimo chiudendo con uno scarso 49"18. Non è andata meglio, anzi, al compagno Luca Dotto, che sempre nelle batterie dei 100 stile libero si è posizionato 22esimo con 49"43. "Non sto bene, mi sento pesante. Quando sono stato bene ho sempre dimostrato di dare il massimo. Adesso non è così. Mi sento come al Settecolli, un po' peggio che agli Europei. Peccato, perché con 48'' alto si entrava in semifinale, ma se la mia condizione di forma attuale è questa..." esterna a caldo Filippo Magnini, anche se poi le cronache riportano altre frasi, anche al vetriolo. "E' stato sbagliato certamente qualcosa" continua Filippo Magnini, e pur sottolineando di non voler "comunque puntare il dito contro nessuno", il nuotatore azzurro dice chiaro e tondo: "Sarà stato un mio errore non aver dato le indicazioni giuste per correggere certi errori. Io non cerco colpevoli, ma adesso serve fermarsi un attimo e parlarne". Parlare, naturalmente, in primis con Claudio Rossetto, l'allenatore, con cui forse serve una "resa dei conti", come dice Magnini. "La velocità ha cannato completamente la preparazione olimpica. Da gennaio tutti male - afferma infatti il nuotatore - Bisogna rinnovare tutto dell'Italia". Filippo Magnini però trova immediatamente parole di giustificazione per la sua Federica Pellegrini, che dopo qualche ora perderà il primato dell'imbattibilità nei 200 stile libero , chiudendo la finale olimpica al quinto posto. La Pellegrini, infatti, è l'ultima arrivata nella squadra di Rossetto, ma Magnini precisa: "Il suo arrivo non ha cambiato le cose, anzi ci siamo allenati bene, lei ha imparato la leggerezza da noi e noi altre cose da lei. Io guardo al rapporto con Claudio e di sicuro qualcosa è mancato". Dopo queste prime reazioni a caldo, come le giudica anche Claudio Rossetto, Filippo Magnini chiarisce alcuni punti del suo pensiero prima su Twitter e poi ai microfoni di Sky. "Purtroppo io ho solo detto: abbiamo sbagliato tutti, io, Claudio (Rossetto, ndr), il preparatore, i fisio, la nazionale. Quando si perde bisogna unirsi per ripartire" cinguetta il nuotatore azzurro sul portale di microblogging, mentre su Sky sottolinea di avere un "rapporto tale con Rossetto" da potersi permettere "di dire che la preparazione è stata sbagliata. Quanto al gruppo è e resta unito, si prosegue insieme anche il prossimo anno" ricordando infine però le parole di Castagnetti (il ct del nuoto scomparso, ndr) che diceva sempre che "se nuoti bene lo fai su tutte le distanze". Claudio Rossetto da parte sua ammette che in queste Olimpiadi 2012 di Londra "qualcosa non ha funzionato e ci ragioneremo con calma e serenità", e poi risponde a Luca Dotto, anche lui critico sul metodo di allenamento seguito quest'anno. Luca Dotto dopo la deludente gara ha infatti evidenziato come il gruppo sia unito e tutti sono amici, precisando però che ci vorrebbe una "differenziazione maggiore negli allenamenti, soprattutto per la condizione, perché Filippo ha caratteristiche diverse dalle mie e Federica ha bisogno delle sue attenzioni". "Ma non è che non stiamo facendo allenamenti differenziati - replica quindi Rossetto - qualcosa non ha funzionato, non voglio entrare in analisi troppo profonde perché non è il momento ma abbiamo cercato di tirare fuori il massimo dai ragazzi ed è chiaro che quando cammini sul filo il piede può cadere dal lato sbagliato". Il ct azzurro spiega che "è stato fatto un lavoro di equipe per portare i ragazzi alle Olimpiadi, ma qui siamo andati in difficoltà. Abbiamo provato a giocare il tutto per tutto, non abbiamo la potenza degli americani che hanno un ricambio generazionale continuo. Abbiamo 4-5 ragazzi e dovevamo correre qualche rischio per puntare al risultato". Per Filippo Magnini, invece, se si parla degli statunitensi, afferma, "lì gli atleti cambiano ma anche lo staff - chiosando - La verità è che abbiamo fatto ma non è venuto fuori niente". Claudio Rossetto ammette che l'Italia deve naturalmente ispirarsi "ai migliori e il modello di riferimento, in questo senso, è quello degli Stati Uniti - pur precisando - gli americani hanno però un'organizzazione diversa. Noi dobbiamo migliorare mentalità facendo gareggiare di più i nostri ragazzi durante l'anno, facendoli muovere e viaggiare di più". Non Federica Pellegrini, però, che ha già annunciato di volersi prendere un anno di meritato riposo.

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