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Londra 2012 ping pong: il gioco olimpico che cambiò il mondo

In queste Olimpiadi di Londra 2012 la Cina si conferma campione di ping pong, o tennis tavolo. Ma il ping pong non è solo uno sport olimpico, perché in passato si è rivelato un gioco strategico per avviare la normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Cina.

In queste Olimpiadi di Londra 2012 la Cina si dimostra, ancora una volta, la nazione più competitiva del tennis tavolo, meglio conosciuto come ping pong. Nella finale olimpica del singolare donne di ieri, infatti, al primo ed al secondo posto si piazzano rispettivamente le atlete Li Xiaoxia e Ding Ning, confermando il primato della Cina in questo sport. Ma il ping pong non è solo un gioco, visto che fu proprio tale disciplina a contribuire per la prima volta a distendere i rapporti tra gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Cinese. La normalizzazione dei rapporti tra i due antitetici Paesi (capitalista uno e comunista l'altro) iniziò infatti proprio grazie al ping pong, dopo che la squadra di tennis tavolo americana fu invitata in Cina nell'aprile del 1971. La versione più romantica che portò alla nascita della cosiddetta "diplomazia del Ping Pong" vorrebbe che Mao Zedong (Presidente della RPC e del PCC) invitasse la squadra statunitense dopo aver visto il giocatore americano Glenn Cowan e il giocatore cinese Zhuang Zedong immortalati insieme in una foto pubblicata sui giornali dell'epoca mentre i due atleti scendevano dallo stesso autobus, trovandosi entrambi in Giappone per il 31esimo Campionato Mondiale di Tennis Tavolo. E' lo stesso Zhuang Zedong che anni dopo rivela di come, nel corso di quel viaggio in autobus durato circa 15 minuti, l'atleta cinese avesse omaggiato Cowan di un ritratto su seta dei monti Huangshan, mentre il giocatore statunitense, avendo con sé solo un pettine, avesse poi comprato una maglietta con il simbolo della pace le parole "Let It Be", donata poi a Zedong, che la accettò. La versione più "geopolitica", invece, vuole che la volontà di una ricomposizione dei rapporti tra Stati Uniti e Cina fosse iniziata già nel 1969, per opera di Henry Kissinger, allora Consigliere per la Sicurezza nazionale USA, che richiese diversi studi approfonditi sulla politica e sull'economia cinese (e le sue interazioni con gli Stati Uniti), noti come "National Security Memorandum" (14, 35 e 63). La visita della squadra USA in Cina nel 1971 intensificò i contatti sino–americani, tanto che lo stesso mese di aprile alcuni dirigenti cinesi lasciarono intendere che avrebbero accolto con piacere in patria anche un alto funzionario americano, suggerendo proprio il nome di Henry Kissinger, che in due diverse visite a Pechino (nel luglio e nell'ottobre del 1971) preparò lo storico viaggio di Richard Nixon in Cina, primo presidente americano a mettere piede nel Paese comunista. Il 21 febbraio del 1972 Richard Nixon incontrò, appena giunto a Pechino, il presidente della Repubblica Popolare Cinese Mao Zedong, mentre il 28 febbraio 1972, ultimo giorno di Nixon in terra cinese, venne firmato il Comunicato di Shanghai (negoziato sempre da Kissinger), che sanciva di fatto (tra le altre cose) il comune interesse ad opporsi all'espansionismo dell'URSS in Asia. Henry Kissinger, grande stratega di questo cambiamento nelle relazioni sino–americane, non si sottrasse naturalmente 30 anni dopo a scontrarsi con il vice premier cinese Li Lanqing (2001) in una "diplomatica" partita di ping pong , gioco olimpico (ma solo a partire da Seul 1988) che di fatto contribuì a cambiare la storia del mondo.

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