le notizie che fanno testo, dal 2010

Londra 2012 discrimina nuoto sincronizzato: a Rio 2016 maschi in vasca

Queste Di Londra 2012 sono le prime Olimpiadi dove le donne hanno potuto concorrere per le qualificazioni di ogni disciplina. Ma per qualcuno tali Olimpiadi sono comunque discriminatorie, perché in due sport gli uomini sono i grandi esclusi. I maschi del nuoto sincronizzato chiedono quindi di poter partecipare a Rio de Janeiro 2016.

Se nelle Olimpiadi di Londra 2012 le donne hanno avuto la possibilità di qualificarsi in ogni disciplina (anche se sono in competizione in 30 eventi in meno rispetto agli uomini), qualcuno in Gran Bretagna ha fatto notare che l'uguaglianza non è stata in realtà completamente raggiunta. Gli uomini, infatti, sono esclusi da due sport olimpici, e cioè la ginnastica ritmica ed il nuoto sincronizzato, discipline nell'immaginario collettivo prettamente femminili, visto che per praticarle serve anche una buona dose di grazia ed eleganza. Per aggirare tale ostacolo,la ginnastica ritmica "al maschile" diventerebbe una sorta di danza che andrebbe ad integrare le arti marziali. Più difficile "trasformare" l'armonia del nuoto sincronizzato, ed infatti gli uomini che si cimentano in tale sport non sembrano intenzionati a modificare (troppo) le regole base, come si può evincere osservando gli allenamenti degli "Out to Swim Angels" , una squadra di nuoto sincronizzato nata tre anni fa e composta quasi solamente da maschi. Proprio gli "Out to Swim Angels" reputano una disciminazione il fatto che alle Olimpiadi il nuoto sincronizzato non possa essere rappresentato anche da degli uomini, e così nel mese di giugno, prima dell'inizio di queste XXX edizione dei Giochi di Londra 2012, gli atleti hanno scritto una lettera al CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e alla FINA (Federazione Internazionale del Nuoto). L'obiettivo di tale missiva è il far cambiare idea al Comitato Olimpico Internazionale affinché inserisca il nuoto sincronizzato maschile tra le discipline delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Nella Carta Olimpica (Olympic Charter) si condanna ogni discriminazione in materia di razza, religione, politica, sesso o altro, e se è vero che "per la maggior parte dei casi, la discriminazione ha colpito le atlete, e grandi progressi sono stati compiuti in questo settore" in "almeno uno sport, sono gli uomini che sono vittime di questa discriminazione, che è non meno intollerabile di quello rivolta alle donne", come si legge nella lettera dei nuotatori del sincro. Stephen Adshead, il capitano della squadra di nuoto sincronizzato degli "Out to Swim Angels", ha quindi aggiunto che l'esclusione dei maschi dalle Olimpiadi è una "palese disuguaglianza" nonché "profondamente ingiusto". Prima dell'inizio dei Giochi, Stephen Adshead ha spiegato alla Reuters di rendersi conto che le Olimpiadi di Londra 2012 erano "fuori obiettivo" per gli uomini del nuoto sincronizzato, sottolineando però che agli "Out to Swim Angels" piacerebbe subito dopo aprire "una seria discussioni con il CIO, perché - evidenzia - non vi è alcun motivo per cui non ci può essere parità di genere in tutti gli sport". E soprattutto alle Olimpiadi di Rio 2016.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: