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Fabrizio Donato salto triplo: è bronzo. Greco quarto, ma verso Rio

Arriva la prima medaglia nell'atletica, grazie a Fabrizio Donato del salto triplo che conquista il bronzo. Quarto anche l'altro azzurro Daniele Greco, che promette: "il traguardo restano i 18 metri". Magari a Rio 2016.

Solo un mese fa Fabrizio Donato, 36 anni, era stato incoronato campione europeo ad Helsinki di salto triplo, mentre ieri, discretamente e senza troppa pubblicità (anche dei media), va a conquistare la sua prima medaglia olimpica, dopo aver partecipato a quattro edizioni. Il salto triplo che gli permette di conquistare il bronzo in queste Olimpiadi 2012 di Londra è il quarto con la misura di 17,48 (+0.6), al culmine di una serie di salti da incorniciare e tutta in crescendo: 17,38 (+0.4), 17,44 (+0.1), 17,45 (-0.2). Oro e argento invece agli Stati Uniti con Christian Taylor, atterrato a 17,81 (+0.6), e Will Claye (17,62; +0.6). Al quarto posto, invece, un altro azzurro, il 23enne Daniele Greco, alla sua prima Olimpiade, con un salto triplo che 17,34 (+0.9). La gioia Fabrizio Donato è tantissima, e sorridente commenta: "E' stata una grande gara, molto dura con un grande livello tecnico. Si è visto che, malgrado l'assenza di qualche big, in pedana si sono comunque espresse misure importanti per le medaglie - sottolineando - Una stavolta me la sono messa al collo io a dimostrazione del fatto noi triplisti italiani siamo sempre lì, ormai da diverse stagioni, tra i primi del ranking mondiale". I ringraziamenti per questo bronzo sono per il suo allenatore Roberto Pericoli, sempre al suo fianco nonostante Fabrizio Donato venisse da "un mese difficile segnato dai problemi fisici", e naturalmente in primis alla sua famiglia, la moglie Patrizia e la figlia Greta, rivelando: "Anche oggi ho indossato, sotto quella azzurra, la maglietta portafortuna di mia figlia Greta che stavolta ha voluto scrivere Papà sei il mio campione anche sulle mie scarpe da gara". Fabrizio Donato ricorda poi che, interrogato sulla vicenda di doping di Alex Schwazer, "lo sport deve essere sempre vissuto con amore", sottolineando che gli allenamenti, le gare, l'atleta azzurro del salto triplo non le ha mai considerate "una sofferenza", come invece ha rivelato il marciatore. "Io con l'atletica mi diverto! - conclude Fabrizio Donato - Se fosse andata male oggi la gara, domani sarei stato di nuovo al campo ad allenarmi per coltivare nuovi sogni con lo stesso amore". Soddisfatto della sua prestazione, tra alti e bassi dovuti all'esordio in una Olimpiade e a qualche crampo, Daniele Greco che spiega: "Un mese fa avrei firmato per questo piazzamento. Adesso sembra un po' una batosta, anche se questa medaglia di legno mi darà senz'altro grande grinta per il futuro". Nel corso della gara di salto triplo, sia Donato che Greco alla fine scelgono di passare direttamente all'ultima prova dove le misure e gli errori degli altri hanno già decretato che ci sarà di sicuro almeno un azzurro a medaglia. "Arrivati alla fine o io o Fabrizio dovevamo andare sul podio - aggiunge Daniele Greco - Sono contento che sia stato lui, è il coronamento di una grande carriera. Io ho ancora tanta strada e spero ancora altre Olimpiadi da fare. Ho una marcia in più che è la mia fede, il traguardo, lo ribadisco, restano i 18 metri". Magari a Rio 2016.

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