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Alex Schwazer positivo EPO doping. Le parole dell'allenatore

Alex Schwazer è risultato positivo al test anti-doping, perché ha assunto l'EPO. Ecco le parole e la delusione del suo allenatore, Michele Didoni: "Il problema è che Alex Schwazer dovrà crescere come persona e prendersi le sue responsabilità. E questo significa ammettere a se stesso che non ci sono scorciatoie nella vita".

Di ieri la sconcertante notizia che Alex Schwazer, marciatore campione olimpico di Pechino 2008 nei 50 chilometri, pronto a partire per Londra 2012 per cercare di difendere l'oro, è stato escluso dai Giochi perché positivo al test antidoping . Alex Schwazer ha assunto la sostanza dopante EPO, e appena il CONI è stato avvertito dalla WADA, l'Agenzia mondiale antidoping, il presidente Giovanni Petrucci "ha disposto l'esclusione immediata dalla squadra olimpica" dell'altleta azzurro, che ha ammesso di aver fatto sulo di doping perché voleva "essere più forte per questa Olimpiade". Una giustificazione, se così si può chiamare, sicuramente non sufficiente per il suo allenatore Michele Didoni, ex marciatore e campione del mondo della 20 km a Goteborg nel 1995. Ai microfoni di Rai Sport Michele Didoni spiega di come sia "dispiaciuto" di aver saputo la notizia con una telefonata dello stesso Alex Schwazer che però ha solamente "puerilmente" detto un "mi prendo tutte le responsabilità". Michele Didoni infatti precisa che "una decisione del genere (assumere una sostanza dopande come l'EPO, ndr) all'insaputa di tutti, comunque vada, porta tutti in un vortice negativo - e continua - E questo significa non essere abbastanza adulti per capire gli errori che si stanno commettendo". "Non giustifico in alcun modo la scelta che è stata fatta - ci tiene poi a sottolineare l'allenatore di Alex Schwazer - perché non riesco proprio a ritenerla opportuna, anche perché noi siamo portatori sani di un'immagine, che dovrebbe essere lo sport. Quando si decide di fare una cosa del genere significa che si sta andando oltre un limite, e questo limite non è giustificabile neanche con un risultato che può essere una medaglia olimpica. Quindi questo significa offendere tutte le persone che ti stanno accompagnando, significa offendere tutte le persone che ti vogliono bene, significa offendere tutte le persone che hanno creduto in te, e che in te hanno riposto la fiducia, mancata". Un pensiero, dopo queste parole, va sicuramente alla fidanzata Carolina Kostner che poche settimane fa rivelava di stare pensando di "mettere su famiglia, dei figli" con Alex Schwazer. Michele Didoni rivela di come "vorrebbe fare a meno di sentire Alex Schwazer nei prossimi giorni - aggiungendo - E' un aspetto personale. Mi dispiace per lui perché questa cosa peserà per tutta la vita su di lui, ma io posso dire che ho tralasciato molta parte della mia vita e della mia famiglia, delle mie giovani bimbe, per seguire lui in questi due anni e devo dire che la moneta con la quale sono stato ripagato è questa". L'amarezza di Didoni è tale da addirittura fare una sorta di mea culpa, quando evidenzia che "quindi l'errore è stato macroscopico da parte mia anche nella valutazione, proprio perché se non ci si rende conto che il proprio atleta sta per fare una cosa del genere oppure ha in mente una cosa del genere, vuol dire che bisogna mettere in discussione il proprio lavoro - e afferma - Ed io in questo momento sto pensando anche a questo". L'allenatore di Alex Schwazer non solo conferma come il suo rapporto di lavoro con il marciatore azzurro sia finito, ma chiarisce di credere che "sia finita proprio la sua carriera atletica - evidenziando - Il problema però non è la carriera atletica, il problema è che Alex Schwazer dovrà crescere come persona e prendersi le sue responsabilità. E questo significa ammettere a se stesso che non ci sono scorciatoie nella vita, e che se si vuole una cosa, e il nostro sport insegna, bisogna sudarsela". Michele Didoni infine porge quelle scuse che avrebbe invece dovuto fare subito Alex Schwazer: "Io mi scuso con tutta la Fidal, con il presidente Arese, con tutte le persone che ci hanno aiutato fino a questo momento perché la Federazione ha fatto tutto il possibile affinché la rinascita di questo atleta avesse modo, devo dire che ci sono stati vicino e questa non è una moneta con la quale ripagare una entità come la Fidal che ci ha aiutato in tutti i modi". In conclusione, l'allenatore di Alex Schwazer ribadisce: "Questa notizia suona come una mazzata per tutti ma per quanto gli altri possano stare male per quanto mi riguarda, personalmente, credo di aver ricevuto la più grande mazzata della mia vita - e chiude - Dire deluso è poco".

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