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Alex Schwazer doping: difficile essere fidanzato di Carolina Kostner

Alex Schwazer (cercato però su Google sotto il nome di "alex schwarzer") concende una intervista al TG1, dove spiega la scelta del doping. E intanto su molti media sembra già essere cominciata la "ripulitura" dell'immagine del marciatore azzurro escluso dalle Olimpiadi 2012 di Londra. Un atteggiamento che, forse, potrebbe danneggiare soprattutto l'atleta stesso che deve "crescere come persona e prendersi le sue responsabilità", come sottolinea il suo (ex) allenatore.

Solo ieri le dure parole, l'amarezza e la delusione dell'allenatore di Alex Schwazer, Michele Didoni, che più volte ha sottolineato come l'atteggiamento assunto dal marciatore dopo l'esclusione dalle Olimpiadi 2012 di Londra per aver assunto doping (EPO - eritropoietina) non solo era "puerile", ma evidenziava come quel gesto "individuale" sarebbe ora "ricaduto su tanti", e cioè su tutti coloro che avevano dedicato una parte della loro vita per seguire l'atleta azzurro, carabiniere, formando con lui una squadra. "Il problema è che Alex Schwazer dovrà crescere come persona e prendersi le sue responsabilità - insisteva sempre Michele Didoni - E questo significa ammettere a se stesso che non ci sono scorciatoie nella vita, e che se si vuole una cosa, e il nostro sport insegna, bisogna sudarsela". Oggi invece su molti media sembra già essere cominciata l'operazione di "ripulitura" dell'immagine di Alex Schwazer che, forse è bene ricordarlo, ha confessato di utilizzare sostanze dopanti solo dopo che la WADA, l'Agenzia mondiale antidoping, ha comunicato al CIO (e quest'ultimo al CONI) i risultati del test antidoping effettuato sull'atleta il 30 luglio scorso. Se la WADA non avesse scelto di controllare proprio Alex Schwazer, il marciatore sarebbe quindi probabilmente sceso in pista a Londra 2012 per la sua 50 chilometri, e magari avrebbe anche vinto, soffiando una medaglia olimpica a chi si era allenato onestamente. Alex Schwazer al TG1 lascia intendere che la scelta di doparsi arriva dopo le ultime "batoste" e perché "è stato difficile essere sempre quello che si ritira" ma anche, aggiunge poco elegantemente, perché "il fidanzato della fidanzata (che sarebbe la pattinatrice Carolina Kostner, ndr)". Alex Schwazer poi, nel confermare di aver fatto tutto da solo e di aver "acquistato le cose" personalmente, conclude parlando ancora di doping, ma di quello che avrebbero assunto altri atleti. Non fa nomi, naturalmente, Alex Schwazer, anche se quando afferma che "basta tenere un po' aperti gli occhi e quando una donna fa gli ultimi 100 metri in vasca più forte di un uomo campione olimpico anche uno che non ha mai seguito lo sport deve metterlo in dubbio", il riferimento non appare affatto casuale, ed è alla nuotatrice Ye Shiwen, oro a Londra 2012 nei 400 metri misti che nella frazione dei 100 metri a stile libero, gli ultimi 50 metri (28"93) sono stati più veloci di 0"17 rispetto a quelli nuotati dallo statunitense Ryan Lochte nella prova maschile e di otto decimi più rapidi dell'altro asso statunitense di questo sport, Michael Phelps. Sulla 16enne cinese Ye Shiwen, e sulla Cina, è piombata quindi una cappa di sospetti (forse anche fondati) di doping, persino genetico, ma anche sentenze di condanne finora emesse senza prove, con l'allenatore della Repubblica Popolare Cinese che respinge al mittente le accuse e contrattacca ricordando come anche lo statunitense Michael Phelps "a Pechino ha vinto 8 medaglie d'oro". Sembra quindi che il doping diventi "un caso" a seconda di chi lo assume, mentre per altri potrebbe essere visto solo come "un inciampo" quasi da comprendere.

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