le notizie che fanno testo, dal 2010

Rio 2016, ciclismo: Viviani cade, si rialza e conquista l'oro nell'omnium

Era in testa alla classifica dell'omnium, specialità del ciclismo su pista, ma durante l'ultima prova cade, come successe ai Mondiali di Melburne. Stavolta però l'azzurro Elia Viviani si rialza, supera Mark Cavendish e conquista l'oro di queste Olimpiadi di Rio 2016.

Cade nel corso della finale dell'omnium, specialità del ciclismo su pista, ma si rialza è vince l'oro. E' l'impresa compiuta il giorno di Ferragosto dall'azzurro Elia Viviani che ha chiuso queste Olimpiadi di Rio 2016 con 207 punti al termine delle sei prove dell'omnium, davanti al britannico Mark Cavendish (194) e al danese Hansen (192), campione olimpico a Londra 2012.

L'Omnium è infatti una competizione individuale composta da sei differenti prove (scratch, inseguimento individuale, corsa a eliminazione, corsa a cronometro, giro lanciato e corsa a punti), la cui classifica finale viene stilata in base ai punti ottenuti dai ciclisti in ciascuna prova.

"Ho vinto la corsa più importante della mia vita" ammette al termine della cerimonia di premiazione Elia Viviani, e ricorda: "Ho perso Londra, poi anche i Mondiali...ma non mi sono mai lasciato sopraffare dallo sconforto. Ho lavorato duramente per quattro anni, raccolto più delusioni che soddisfazioni...tutto per questo".

L'azzurro al termine delle prime tre prove disputate il 14 agosto occupava la seconda posizione con 104 punti (scratch 28; inseguimento 36; eliminazione 40) mentre nella giornata di Ferragosto era passato al comando della classifica generale con 140 punti, grazie al terzo posto nel km a cronometro (1:02:338). Poi il giro lanciato corso in 12''660, secondo tempo e altri punti guadagnati. Infine la corsa a punti e la caduta.

"Mi ha scosso" ammette Viviani, spiegando: "Mi sono fermato per capire cosa mi fosse successo, se avevo qualche problema fisico, se ci fosse qualcosa che non andava". Elia Viviani era infatti caduto allo stesso modo a Melburne ai Mondiali quando era in testa nell'omnium, e quella volta purtroppo si era scheggiato il bacino.

"Poi sono risalito in bici e ho guardato il tabellone. - prosegue l'azzurro - Ho visto che ero ancora in corsa e mi sono detto 'non è successo nulla'. Quindi ho cercato di mettere in carniere più punti possibili. Quando, a venti giri dalla fine, ho superato Mark Cavendish in volata ho capito che avrei vinto. Stavo ancora bene, mi sentivo pronto a parare ogni attacco...allora mi sono anche goduto gli ultimi dieci giri". E così l'Italia che lo guardava tagliare il traguardo.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: