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Rio 2016: Tas conferma, atletica russa fuori dai Giochi. Cremlino: Iaaf corrotta

Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha respinto il ricorso presentato dal Comitato olimpico della Russia. L'intera squadra russa di atletica leggera (68 componenti) non parteciperà quindi alle Olimpiadi di Rio 2016 perché la Iaaf ha a sospedere la federazione russa dopo lo scandalo doping.

Il Tas, Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha respinto il ricorso presentato dal Comitato olimpico della Russia. Sarà quindi esclusa dalle Olimpiadi di Rio 2016 l'intera squadra russa di atletica leggera (68 sportivi), dopo che la Wada (Agenzia mondiale antidoping) nel novembre 2015 ha accusato la Russia di effettuare violazioni sistematiche e insabbiamenti sul doping. Per la Wada infatti né la Federazione russa di atletica (Araf), né l'agenzia antidoping russa (Rusada), né la Federazione russa possono essere considerate compatibili con il codice antidoping.

Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha chiarito che "se una federazione è sospesa, i suoi atleti non possono gareggiare", e a sospedere la federazione russa dopo lo scandalo legato al doping era stata la Iaaf, Federazione internazionale di atletica leggera. Nel dispositivo si legge infatti che "il Tas conferma la validità della sentenza Iaaf, secondo la quale gli atleti la cui federazione nazionale è sospesa non sono eleggibili per le competizioni sotto egida Iaaf". Le uniche atlete russe a gareggiare alle Olimpiadi di Rio 2016 saranno quindi le indipendenti Yulia Stepanova, ottocentista, e Darya Klishina, lunghista.

La sentenza del Tas però ora fa tremare tutto lo sport russo. Domenica infatti il Comitato Olimpico Internazionale dovrà decidere se mettere a bando l'intera nazione Russia dai Giochi brasiliani, come d'altronde chiedono Stati Uniti e Canada dopo che la Wada, in un secondo rapporto, ha sostenuto che l'intero sport russo è stato letteralmente favorito dallo Stato.

Dopo la decisione del Tas, la campionessa olimpica russa di salto con l'asta Yelena Isinbayeva ha commentato: "E' il funerale dell'atletica leggera. Adesso tutti questi sportivi stranieri pseudo-puliti possono tirare un sospiro di sollievo e vincere le loro pseudo-medaglie d'oro in nostra assenza".

"Si tratta di una decisione politicizzata e senza fondamento giuridico. La federazione mondiale di atletica leggera è completamente corrotta, tutto è cominciato con loro" denuncia invece il ministro dello sport russo Vitaly Mutko. A sostenere che esiste corruzione nella Iaaf è anche Sandro Donati, allenatore di Alex Schwazer escluso dalle Olimpiadi di Rio 2016 dopo essere risultato positivo agli steroidi anabolizzanti a seguito di un secondo test su una stessa provetta.

"Ciò che si sta facendo, in particolare a Washington, è un delitto. Gli architetti di questa campagna stanno commettendo un nuovo tipo di reato che può essere chiamato reato contro lo sport" dichiara quindi Maria Zakharova, ministro degli Esteri russo.

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