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Olanda conquista la finalissima dopo 32 anni

L'Olanda è la prima finalista del Mondiale sudafricano. L'Uruguay si dovrà giocare il terzo posto contro la perdente della seconda semifinale tra Spagna e Germania, e va da sé che per la prima volta una nazionale europea vincerà la Coppa del Mondo fuori dai confini del vecchio continente.

L'Olanda è la prima finalista del Mondiale sudafricano. L'Uruguay si dovrà giocare il terzo posto contro la perdente della seconda semifinale tra Spagna e Germania, e va da sé che per la prima volta una nazionale europea vincerà la Coppa del Mondo fuori dai confini del vecchio continente. A Città del Capo la formazione di Van Marvijk supera per 3-2 la "celeste", conquistando la finalissima dopo trentadue anni dall'impresa della leggendaria Olanda di Cruijff. Gli orange non hanno brillato come in altre occasioni, hanno sicuramente avuto un maggiore possesso di palla, sono stati bravi a non scomporsi dopo il pareggio uruguayano e fortunati a trovare il vantaggio proprio nel momento più delicato della partita.
La fase di studio iniziale dura fino al 18esimo quando, come un fulmine a ciel sereno, un bolide dalla distanza di capitan Van Bronckhorst si insacca sotto l'incrocio di Muslera. L'Uruguay, schierato dal maestro Tabarez con un modulo piuttosto coperto e prudente, si affida alla classe di Forlan e alla velocità di Cavani, vista l'assenza per squalifica del bomber Suarez. Il vantaggio sembra indirizzare l'incontro come da pronostico, ma i sudamericani non tardano a riprendersi dallo shock e continuano a giocare con pazienza e senza scoprirsi eccessivamente. Il pareggio arriva all'improvviso, come il vantaggio olandese, con Forlan che al 41esimo sorprende da quaranta metri Stekelemburg, probabilmente ingannato dal solito balletto aereo di Jabulani. Il pareggio accompagna le squadre negli spogliatoi e consegna un inizio di secondo tempo imprevedibile, con gli olandesi bloccati e i sudamericani in avanti, galvanizzati dal pareggio. La pressione dei ragazzi di Tabarez non lascia ragionare gli avversari, che mostrano la loro confusione sfiorando l'harakiri con un retropassaggio sbagliato di Boulahrouz, che termina con un salvataggio di Van Bronckhorst in angolo. La partita diventa più divertente, gli uomini della "celeste" appaiono decisamente più freschi e decisi, ma fanno l'errore di concedere un metro di troppo a Sneijder, un autentico Re Mida, che al 70esimo trova il gol con un tiro non forte ma angolato, che filtra tra una selva di gambe, subisce alcune deviazioni, un velo di Van Persie in sospetto fuorigioco e si spegne all'angolino dell'incolpevole Muslera. Per il fantasista dell'Inter è il quinto gol mondiale, che lo avvicina ulteriormente al Pallone d'Oro (Fifa). L'Uruguay stavolta accusa il colpo e non ha nemmeno il tempo di riorganizzarsi che Kuyt va sul fondo e crossa per Robben, che anticipa Godin e di testa piazza la palla nell'angolino basso alla destra di Muslera. La partita sembra non avere più storia, inizia la girandola dei cambi, Robben e Forlan escono per la meritata standing ovation, ma al 46esimo l'Uruguay riaccende incredibilmente la sfida. Maxi Pereira riceve palla su punizione e dal limite dell'area trova il gol che rende palpitanti i minuti di recupero. La "celeste" si butta all'attacco con tutti i suoi effettivi, creando alcune mischie davanti alla porta di Stekelemburg. Il fischio dell'ottimo arbitro, l'uzbeko Irmatov, spegne le residue speranze sudamericane e consegna alla storia la nuova "arancia meccanica".

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