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Ocse: PIL Italia meno 1,5%. Tagliare le tasse è impossibile

Il rapporto semetrale dell'Ocse rivede al ribasso il PIL dell'Italia, che passa quest'anno ad un meno 1,5%. Per questo, l'Ocse ritiene impossibile un abbassamento significativo delle tasse, ed avverte che l'Italia "rimane esposta ai cambiamenti improvvisi dell'umore dei mercati finanziari".

L'Ocse pubblica il suo rapporto semestrale sull'Italia, e prevede che il rapporto debito - PIL del nostro Paese a fine 2014 arriverà al 134%, anche se potrebbe addirittura aumentare "qualora non si prosegua con ulteriori interventi di consolidamento e/o in assenza di entrate provenienti da operazioni di privatizzazione". Per il momento, l'Ocse giudica in maniera positiva "l'ambizioso programma di riforme" avviato dal governo Monti "volto a ripristinare la sostenibilità delle finanze pubbliche e migliorare la crescita a lungo termine", ma alcuni risultati necessitano di consolidamento con "ulteriori misure volte a promuovere la crescita e a migliorare la competitività, per rimettere l'Italia sulla strada di una crescita sana". L'Italia infatti, avverte l'Ocse, "con un rapporto debito pubblico/PIL vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante, rimane esposta ai cambiamenti improvvisi dell'umore dei mercati finanziari". Inoltre, l'Osce vede al ribasso il PIL dell'Italia, che passa quest'anno ad un meno 1,5% rispetto al meno 1% precedente, con una timida crescita per il prossimo anni che vira però al ribasso, da un più 0,6% ad un più 0,5%. Proprio per questo motivo, l'Ocse sembra ritenere impossibile una riduzione significativa del livello di tassazione in Italia. L'Ocse si sofferma poi sul settore bancario italiano perché, anche se questo si è "rivelato complessivamente solido" sottolinea come "diversi istituti di credito hanno incontrato gravi difficoltà e il settore finanziario resta esposto a rischi sistemici". Per questo, Organizzazione parigina incoraggia "le banche ad aumentare gli accantonamenti per perdite" perché "con il persistere della recessione, il livello già elevato di crediti in sofferenza è in aumento e rimane un'importante fonte di preoccupazione". Anche l'Ocse sottolinea infine come in Italia serva un "mercato del lavoro più inclusivo, accrescendo l'occupabilità attraverso un sostegno attivo alla ricerca di lavoro e alla formazione, accompagnato da una più ampia rete di protezione sociale".

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