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OCSE e Moody's: recessione e default multipli. Monti "non in ritardo"?

L'Ocse e Moody's avvertono che la recessione è un pericolo sempre più reale, in Italia come in zona Euro. Ma Mario Monti bisogna "lasciarlo lavorare" in pace, spiega Berlusconi. Eppure l'economista dovrebbe conoscere questi rischi meglio di chiunque altro.

Nonostante l'esecutivo sia ora formato da "tecnici" non eletti, la situazione per l'Italia non sembra andare migliorando. Anzi. Silvio Berlusconi invita tutti, giornalisti compresi, a "lasciar lavorare" Monti, spiegando che l'economista "non è in ritardo" sui tempi di presentazione delle riforme. I primi provvedimenti, comunque ancora avvolti nella "nebbia", saranno annunciati il 5 dicembre, ma nel frattempo diverse organizzazioni avvertono che la situazione in Europa sta degederando, soprattutto a causa "dell'incertezza politica in Grecia e in Italia e il peggioramento delle prospettive economiche", come sottolinea l'agenzia di rating Moody's. Quasi a confermare l'analisi di Moody's arriva il rapporto dell'Ocse, che in poche parole chiede che vengano al più presto adottati quei provvedimenti essenziali per stabilizzare i mercati. L'Ocse avverte infatti che nel 2012 il PIL italiano subirà un calo dell'0,5%, mentre la disoccupazione continuerà a salire (all'8,1% nel 2011, all'8,3% nel 2012 e all'8,6% nel 2013), e per questo, precisa, il prossimo anno l'Italia dovrà essere consapevole che "saranno necessarie ulteriori misure" ma anche "ulteriori strette di bilancio per rimettere in ordine i conti", invitando quindi il governo Monti ad adottare "il prima possibile" le misure annunciate all'UE dal precedente governo Berlusconi. L'Ocse, infatti, più che puntare il dito su riforme sbagliate dell'esecutivo Berlusconi spiega che "il deterioramento della fiducia in Italia è in parte auto-inflitto a causa dell'esitazione del precedente governo nell'applicazione dei piani di bilanci". Il peggioramento della situazione italiana si ripercuoterebbe, infine, in tutta la zona Euro, tanto che Moody's precisa che cresce "la verosimiglianza di scenari ancora più negativi". "Le probabilità di default multipli fra i paesi dell'area euro non sono più insignificanti - chiarisce Moody's - Più la crisi di liquidità continua, più rapidamente le possibilità di default aumentano", avvertendo che "una serie di default aumenterebbe la probabilità che uno o più paesi non solo facciano default ma lascino l'euro". Insomma, "la rapida escalation della crisi del debito dell'area euro e del settore bancario sta minacciando tutti" i rating sovrani europei, conclude Moody's. Ecco quindi anche perché l'intera Europa, e non solo, attende con ansia le riforme del governo Monti, che invece continua a lasciare tutti sulle spine e sull'orlo del baratro. Eppure, potrebbe pensare qualcuno, Mario Monti dovrebbe sapere meglio di chiunque altro la situazione, visto che è stato (ma forse lo è ancora) un "member of the Senior European Advisory Council of Moody's" (leggi "Berlusconi: Monti deve arrivare al 2013. Anche se è membro di Moody's?" - http://is.gd/7iwpuB). Cioè membro dell'agenzia che non solo ha tagliato il rating dell'Italia ma avverte del possibile rischio di default multipli in Europa.

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