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Italia chiude 2014 a meno 0,4%. OCSE chiede a BCE quantitative easing

L'OCSE avverte che non solo la crescita continua a rimanere debole nell'area dell'euro ma che si differenzia molto a seconda dei Paesi membri. Se per la Germania si prevede infatti una crescita del 1,5% sia nel 2014 che nel 2015, disastrosa è la situazione in Italia, che chiuderà il 2014 in recessione mentre il 2015 crescerà appeno dello 0,1%. L'OCSe quindi chiede alla BCE l'adozione del quantitative easing (alleggerimento quantitativo).

Secondo l'ultima valutazione economica dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), esiste una moderata ripresa in corso nella maggior parte delle principali economie avanzate ed emergenti (Cina, India, Brasile), ma viene sottolineato che la crescita continua a rimanere debole nell'area dell'euro, che corre il rischio quindi di una stagnazione prolungata se non vengono prese ulteriori misure per stimolare la domanda. L'Ocse calcola infatti che l'area euro è destinata a crescere a un tasso dello 0,8% nel 2014 e dell'1,1% nel 2015, precisando però che le prospettive di crescita differiscono ampiamente tra le maggiori economie dell'UE. Se per la Germania si prevede infatti una crescita del 1,5% sia nel 2014 che nel 2015, la Francia crescerà appena dello 0,4% nel 2014 e dell'1% nel 2015. Disastrosa invece la situazione dell'Italia, che chiuderà il 2014 in recessione con un calo dello 0,4% mentre le prospettive per il 2015 vedono una misera crescita pari allo 0,1%. L'Ocse raccomanda quindi che vi sia maggior sostegno alla politica monetaria dell'area euro. L'Ocse evidenzia quindi che seppur le recenti azioni della Banca centrale europea (BCE) sono benvenute c'è bisogno di un provvedimento più vigoroso, auspicando l'adozione del quantitative easing (alleggerimento quantitativo), modalità attraverso la quale avviene sia la creazione di moneta da parte della banca centrale e sia la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.

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