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Trattato sul commercio delle armi: in vigore a Natale 2014, ma non per USA

Natale 2014 regalerà forse un mondo con un minore traffico di armi. Finalmente, oltre 50 Paesi hanno aderito al Trattato internazionale sul commercio delle armi, che vincolerà i Paesi che lo hanno ratificato, tra cui cinque dei primi dieci esportatori di armi al mondo, cioè Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Germania. Hanno firmato ma non ratificato il Trattato, invece, gli Stati Uniti, mentre continuano a opporsi soprattutto Cina, Canada, Israele e Russia.

Il Trattato internazionale sul commercio delle armi può entrare in vigore, paradossalmente proprio in un momento storico che vede aperti diversi conflitti, in Medio Oriente come in Europa. Mentre gli Stati Uniti e i suoi alleati bombardano la Siria, e Paesi come l'Italia inviano armi ai curdi dell'Iraq sempre per combattere i terroristi dello Stato Islamico, 8 nuovi paesi hanno aderito al Trattato internazionale sul commercio delle armi, che ha raggiunto e superato la fatidica soglia dei 50 per entrare in vigore. I nuovi Paesi aderenti sono Argentina, Bosnia Erzegovina, Bahamas, Repubblica ceca, Senegal, Uruguay, Saint Lucia e Portogallo. Il Trattato internazionale sul commercio delle armi entrerà ora in vigore il giorno di Natale, 25 dicembre 2014, con disposizioni vincolanti per tutti i Paesi che entro quella data avranno completato il processo di ratifica. Il Trattato internazionale sul commercio delle armi è stato ratificato da cinque dei primi dieci esportatori di armi al mondo, cioè Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Germania. Hanno firmato ma non ratificato il Trattato, invece, gli Stati Uniti, mentre continuano a opporsi soprattutto Cina, Canada, Israele e Russia. Il Trattato ONU non vieta il commercio internazionale di armi convenzionali: aspira invece a migliorarne la regolamentazione rendendola più stringente e trasparente. Il Trattato impone infatti una serie di proibizioni per quanto riguarda l'esportazione, l'importazione, il transito e l’intermediazione nel settore degli armamenti. Grande soddisfazione da parte della Rete italiana per il disarmo, che però precisa: tutti gli Stati hanno ora il dovere di impegnarsi nella realizzazione concreta dei principi iscritti nel Trattato. In una nota, Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo, commenta: "Se i leader politici intendono sul serio porre fine al flusso di armi utilizzate per commettere crimini contro l'umanità, crimini di guerra e la violenza armata persistente che nega alle persone i più basilari diritti umani allora i Governi di tutto il mondo devono non solo ratificare questo Trattato ATT ma soprattutto iniziare ad attuarlo in maniera efficace.

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