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ONU: risoluzione contro i combattenti terroristi stranieri. Obama: ora azioni concrete

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per affrontare la "minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale" rappresentata dai "combattenti terroristi stranieri", chiamati da Ban Ki-moon "nemici della fede". Barack Obama afferma però: "Le sole risoluzioni non saranno sufficienti. Le parole pronunciate oggi devono essere abbinate e tradotte in azione, azioni concrete, non solo nei prossimi giorni ma negli anni a venire".

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato ieri una risoluzione per affrontare la "minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale" rappresentata dai "combattenti terroristi stranieri", meglio noti internazionalmente come "foreign terrorist fighters". Nel corso di un vertice di alto livello presieduto da Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti, che detiene questo mese la presidenza di turno del Consiglio di sicurezza dell'ONU, 15 membri hanno quindi votato all'unanimità di adottare un testo che invita gli Stati membri a cooperare negli sforzi per affrontare la minaccia rappresentata dai "combattenti terroristi stranieri". In altre aprole, la risoluzione chiede agli Stati membri dell'ONU di "prevenire e reprimere" il reclutamento e il flusso dei combattenti stranieri ("foreign fighters"), che tornano nei Paesi d'origine come terroristi dopo essersi recati in un'altro Stato per "pianificare, preparare, partecipare ad atti terroristici oppure per fornire o ricevere un addestramento da terrorista, o per finanziare illecitamente le loro attività". L'ONU sottolinea che "è particolare e urgente la necessità di attuare tale risoluzione nei confronti di quei combattenti terroristi stranieri che si sono associati con ISIL (Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, noto anche come ISIS), ANF (Al-Nusrah Front) e altre cellule, affiliati o derivati da Al-Qaida". Tra le altre disposizioni, il testo esorta gli Stati membri a intensificare e accelerare lo scambio di informazioni operative riguardanti le azioni o i movimenti di terroristi o reti terroristiche, tra cui i combattenti terroristi stranieri.

Il segretario generale Ban Ki-moon ha definito chi effettua questi attacchi terroristici "nemici della fede". Ban Ki-moon ribadisce: "Come hanno già detto i leader musulmani di tutto il mondo, i gruppi come ISIL - o Da'ish - non hanno nulla a che fare con l'Islam, e certamente non rappresentano uno stato. Anzi, aggiunge il segretario generale dell'ONU, "dovrebbero essere più appropriatamente chiamati 'Un-Islamic Non-State' ". Mentre gli Stati Uniti continuano i raid, Ban Ki-moon precisa che "il crescente fenomeno dei combattenti terroristi stranieri è una conseguenza - non una causa - del conflitto in Siria". Il segretario generale dell'ONU dichiara che "il lungo periodo di sconvolgimenti in Iraq, insieme alle oltraggiose violazioni dei diritti umani in Siria, hanno creato questa fucina di orrori". Ban Ki-moon non sembra però ricordare come sono iniziati gli "sconvolgimenti in Iraq", attaccato dagli Stati Uniti sulla base di "armi di distruzioni di massa" inesistenti. Ma l'obiettivo dell'ONU sembra soprattutto quello di far adottare agli Stati membri una strategia politica "creativa e globale" in Siria, ovviamente per arginare il flusso di combattenti terroristi stranieri. Ban Ki-moon conclude: "I missili possono uccidere i terroristi. Ma il buon governo uccide il terrorismo. Una società libera e indipendente - libera dalla sofferenza, dall'oppressione e dalle occupazioni - è ciò che ucciderà davvero il terrorismo". Il Premio Nobel per la Pace, Barack Obama obietta però che "le sole risoluzioni non saranno sufficienti" perché "le promesse sulla carta non possono tenerci al sicuro. La nobile retorica e le buone intenzioni non fermeranno un singolo attacco terroristico". Obama aggiunge: "Le parole pronunciate oggi devono essere abbinate e tradotte in azione, azioni concrete, non solo nei prossimi giorni ma negli anni a venire", affermando: "I terroristi attraversano le frontiere e minacciano di scatenare una violenza indicibile".

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