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ONU: ok trattato su commercio armi. Siria: non vieta vendita a ribelli

L'Assemblea Generale dell'ONU approva primo trattato internazionale sul commercio delle armi convenzionali. Non sono favorevoli, tra gli altri, Siria e Russia spiegando che il trattato non vieterebbe la vendita a soggetti che non siano Stati. Favorevoli gli Stati Uniti di Barack Obama, che tenta di "disarmare" il popolo americano.

L'Assemblea Generale dell'ONU ha oggi approvato, seguito da un lungo applauso, il primo trattato internazionale sul commercio delle armi convenzionali. I voti a favore sono stati 154, mentre 3 sono tati quelli contrari, di Iran, Siria e Corea del Nord. La Russia, insieme ad altri 22 stati, si sono invece astenuti. Siria e Russia, in particolare, spiegano il loro voto non favorevole evidenziando che tale trattato non vieterebbe la vendita di armi a soggetti che non siano Stati. Il governo siriano lamenta quindi, come il suo storico alleato russo, il fatto che tale trattato non impedirebbe il commercio di armi a chi si oppone, in questo caso, al regime di Bashar al-Assad. Il trattato ONU che punta a regolare il giro d'affari legato agli armamenti, entrerà in vigore 90 giorni dopo l'avvenuta ratifica da parte di almeno 50 membri. Anche se in passato al trattato ONU si è sempre opposto, questa volta gli Stati Uniti hanno votato a favore, sfidando la potente lobby di produttori di armi statunitense National Rifle Association. La svolta impressa da Barack Obama rientra probabilmente nella politica che la sua amministrazione sta portando avanti negli USA, che punta a "disarmare" (letteralmente) il popolo americano, sfidando la stessa Costituzione stelle e strisce che per il II Emendamento garantisce il diritto di possedere armi.

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