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Giornata internazionale per l'abolizione schiavitù, anche del debito

Ricorre oggi la Giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù, che ricorda al mondo interno anche una nuova forma di schiavitù, quella del debito. Dal cui giogo è ancor più difficile liberarsi.

Ricorre oggi la Giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù, che ricorda il 2 dicembre 1949 quando fu approvata dall'Assemblea generale dell'ONU la "Convenzione delle Nazioni Unite per la soppressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui", che richiama a sua volta la "Dichiarazione universale dei diritti umani". Il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon sottolinea però che "nonostante gli sforzi di governi, società civile e comunità internazionale viviamo ancora in un mondo rovinato dalla schiavitù e dalle pratiche ad essa relazionate" visto che "milioni di esseri umani vivono in condizioni di degrado e disumanità abissali". E questo anche a causa di una nuova forma di schiavitù, quella del debito. I Paesi Occidentali (a differenza di quelli del cosiddetto Terzo Mondo) cominciano solo ora a sentirne tutto il peso, e il futuro, a causa della crisi (del debito, appunto) che ha investito l'Europa e gli Stati Uniti, non sembra poter serbare una facile liberazione dal giogo di questa moderna tirannia (leggi per esempio "Quelli che vediamo oggi sono le Camice Brune, le SS devono ancora arrivare" di Paolo Barnard - http://is.gd/VQPC8N).

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