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UE: su OGM ogni Stato decide. Greenpeace, Slow Food: è trappola "biotech"

Il Consiglio Ambiente dell'UE ha deciso che ogni Stato membro dell'unione europea è libero di coltivare o di vietare - parzialmente o completamente - gli OGM (organismi geneticamente modificati) sul loro territorio. Greenpeace e Slow Food "ritengono però che il testo attuale della cosiddetta 'ri-nazionalizzazione' degli OGM rischia di trasformarsi in una trappola per i Paesi che non vogliono gli Ogm" perché sarebbero "esposti alle ritorsioni legali del settore biotech".

Questa mattina il ministro dell'Ambiente italiano Gian Luca Galletti ha cinguettato su Twitter: "A Lussemburgo per consiglio dell'ambiente UE, ribadisco no Italia a OGM. Partita da vincere, come quelle di Brasil2014". Dal consiglio Ambiente è uscito fuori però solo un accordo politico tra i vari ministri dell'UE che in definitiva lascia liberi gli Stati membri di coltivare o di vietare - parzialmente o completamente - gli OGM (organismi geneticamente modificati) sul loro territorio. In una nota, Greenpeace e Slow Food "ritengono però che il testo attuale della cosiddetta 'ri-nazionalizzazione' degli OGM rischia di trasformarsi in una trappola per i Paesi che non vogliono gli Ogm". Greenpeace e Slow Food spiegano infatti: "Il testo presentato dalla Grecia da poche garanzie di reggere in sede legale. Quei Paesi, come l’Italia, che vogliono dire no agli OGM sarebbero esposti alle ritorsioni legali del settore biotech". Inoltre, Greenpeace e Slow Food si dicono preoccupate per il fatto che "il testo oggi al vaglio dei Ministri darebbe alle aziende biotech un ruolo formale nel processo di messa al bando della coltivazione di OGM. - evidenziando - Questo testo inoltre impedisce agli Stati membri di utilizzare le motivazioni legate ai rischi per salute e l’ambiente derivanti da colture OGM per limitarne la coltivazione a livello nazionale".

Le due organizzazioni ricordano quindi come il Parlamento Europeo si fosse "già espresso nel 2011 sulla bozza di legge per la 'ri-nazionalizzazione' e aveva concordato un quadro giuridico molto più robusto per i divieti nazionali agli OGM. - sottolineando - Il testo del Parlamento Europeo permetterebbe ai Paesi dell'UE di vietare la coltivazione di OGM anche per problemi di carattere ambientale, al fine di evitare problemi legati allo sviluppo di erbe infestanti resistenti agli erbicidi, agli effetti negativi della coltivazione di OGM su animali e piante e nei casi in cui mancano dati sufficienti sugli effetti degli Ogm in determinati ambienti naturali". Il testo approvato oggi al Consiglio Ambiente dovrà tornare al Parlamento europeo per la seconda lettura. Greenpeace e Slow Food chiedono quindi ai parlamentari UE di rafforzare la legge norma sulla ri-nazionalizzazione per garantire reale solidità giuridica alle iniziative di quegli Stati membri che intendono vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio, concludendo: "In questo contesto, il semestre della Presidenza italiana del Consiglio UE, che inizierà a luglio, deve essere l’occasione per affermare un ruolo da protagonista del nostro Paese per salvaguardare agricoltura, ambiente ed economia italiana dai pericoli degli OGM". Vedremo se l'Italia ne sarà capace, tramutando le tante parole in fatti concreti.

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