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Stati Uniti d'Europa? Ce li faranno mangiare: "Italia non blocchi OGM"

Primo "test" degli Stati Uniti d'Europa sulla tavola degli italiani. La UE ricorda all'Italia che non può "bloccare" gli OGM già autorizzati nell'Unione Europea. Il ministro Catania tranquillizza, Coldiretti riafferma: "in Italia no biotech".

Anche se la notizia di questi tempi di grande crisi (non solo economica) è passata un po' in sordina, i primi di settembre la Corte di giustizia europea ha deciso, con una sentenza, che l'Italia non può "bloccare" le piantagioni OGM sul suo territorio nazionale. Inutile per il Bel Paese "cincischiare" sull'approvazione di norme regionali che regolino la "coesistenza" tra colture "normali" e quelle costituite da Organismi geneticamente modificati, almeno per quanto riguarda le varietà di OGM già autorizzate nella UE. La sentenza significherebbe, teoricamente, anche in Italia, il via libera alle colture di mais Mon810 (YieldGard) della Monsanto, autorizzato dalla UE nel 1998, dato che scrivono i giudici europei la coltura OGM "non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione". Per quanto riguarda l'OGM infatti, nella UE non c'è libertà di scelta per quanto riguarda il diritto di coltivarli o meno. Si legge a proposito su diritto.net: "Il diritto dell'Unione non prevede alcuna libertà per i 27 in materia di OGM. Se infatti l'autorizzazione accordata a livello UE può essere contestata dal singolo Paese, sulla base di motivazioni scientiche, rivolgendosi all'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, finora queste sono state, tendenzialmente, respinte. A quel punto lo Stato può ancora portare il caso all'attenzione degli altri Paesi, in sede di Consiglio, ma anche lì l'esito si è rivelato il più delle volte fallimentare".
Ecco perché quando si parla con grande superficialità di Stati Uniti d'Europa bisogna riflettere anche su questi aspetti dato che, proprio come nelle migliori famiglie, per le questioni di "tavola" si possono rompere i patti più saldi. Il ministro "tecnico" delle Politiche agricole Mario Catania ha così commentato: "Sono state presentate dai produttori una serie di istanze per poter produrre colture OGM. Siamo in una fase di istruttoria nella quale sarà fondamentale la valutazione tecnica delle regioni". Non sembra preoccuparsi neppure Coldiretti che in una nota titolata "OGM, sentenza non cambia niente. In Italia no biotech" spiega: "ha ben ragione la Corte di Giustizia nello stabilire che sia fatto divieto all'Italia di introdurre un blocco generalizzato dei procedimenti di autorizzazione in attesa dell'intervento delle regioni - che finora non è stato realizzato- e, tuttavia, la stessa Corte non tiene conto che le modalità adatte a far convivere le diverse filiere di produzione agricola, proprio sulla base della disciplina europea, assegnano allo Stato l'accertamento circa il carattere non pericoloso o dannoso della coltivazione OGM secondo specifiche esigenze di separazione delle colture. E' accaduto infatti che il divieto di coltivazione in Italia sia stato consolidato da un provvedimento interministeriale (Agricoltura, Ambiente e Salute) destinato ad intervenire rispetto al caso concreto di una pretesa di un singolo agricoltore di mettere a coltura mais OGM e non in via generale, come censura la Corte di Giustizia".

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