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OGM: tra Galan e Zaia rimane il mais transgenico

Il Ministro dell'Agricoltura Galan e il governatore del Veneto Zaia discutono se sia stata giusta o meno l'azione di un gruppo di attivisti che hanno tagliato un campo di mais transgenico, anche se finora non era stato fatto molto verso chi dal 30 aprile coltivava illegalmente mais OGM.

Dopo che una ventina di attivisti di Greenpeace "hanno tagliato, isolato e messo in sicurezza la parte superiore delle piante" di un campo coltivato, illegalmente, a mais transgenico Mon 810 (prodotto dalla Monsanto), una gruppo di attivisti non global lunedì 9 agosto è entrato nel campo di Vivaro (Pordenone) seminato a mais OGM. A seguito di tale incursione tra il Ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan e il suo predecessore e attuale governatore del Veneto Luca Zaia è salita la tensione.
Per Galan è stata "un'azione squadristica da condannare in ogni senso" mentre per Luca Zaia "è stata ripristinata la legalità".
Anche la Lega, che insieme a Zaia porta aventi la battaglia contro gli OGM, si è subito espressa in favore del governatore del Veneto, affermando che se non non ci saranno interventi concreti contro chi semina illegalmente prodotti transgenici si andrà "incontro a una situazione che compromette sicuramente la fiducia e anche la salute dei consumatori". Per la Lega, infatti, "non è assolutamente ammissibile che un ministro dell'Agricoltura faccia finta di niente o si schieri a difendere i coltivatori di OGM perché delle persone come i no global hanno finalmente avuto il coraggio di riportare la legalità in quella coltivazione che era illegale".
Il Ministro Galan non fa attendere troppo la sua risposta, sostenendo che lui la "posizione sugli OGM" l'ha espressa fin dal suo primo giorno di mandato ma sottolinea che "chi pratica e difende l'illegalità e la violenza non ha alcun diritto di criticarmi". Mentre quindi Zaia dichiara che "se essere no global significa difendere i propri principi, allora io sono no global" la Conferazione italiana agricoltori (Cia) sembra essere più dalla parte di Galan, poiché fa sapere che "all'illegalità non si può rispondere con l'illegalità e con la violenza". Per Zaia, invece, "se è vero che è stato seminato del mais transgenico, il contadino che ha compiuto questa azione andava arrestato - aggiungendo - Non capisco perché i no global sono da condannare e una persona che si dice agisse indisturbata nell'illegalità, vada assolta". Anche la Cia sia appella al rispetto di una precisa legge selle coltivazioni OGM in Italia, ma sembra che finora sia stata completamente ignorata tranne da chi si è indignato e a protestato per una situazione che andava avanti dal 30 aprile, quando cioè è stato seminato un campo a mais Mon 810 addirittura davanti una telecamera.

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