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OGM, OMS: erbicida Roundup Monsanto potrebbe provocare il cancro

Un report pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, condotto dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), rivela che l'erbicida Roundup della Monsanto potrebbe provocare il cancro. La Monsanto ha replicato sottolineando che l'OMS non avrebbe esaminato tutti i nuovi dati sul Roundup.

Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l'erbicida Roundup della Monsanto potrebbe provocare il cancro. Roundup è un erbicida a base di glifosato, aminofosforico della glicina di cui Monsanto possedeva il brevetto di produzione, scaduto nel 2001. Su Wikipedia viene riportato che "in Italia è difficile reperire dei dati ma dall'ARPAV, ad esempio, sappiamo che nel 2007 nella sola provincia di Treviso sono stati impiegati 55.000 chilogrammi di Glifosato ed 8.000 chilogrammi di Ammonio-Glufosinato". La Monsanto ha poi registrato il marchio Roundup ready (abbreviato RR) per indicare quelle colture geneticamente modificate (OGM) per tollerare erbicidi a base di glifosato. La prima coltura Roundup ready è stata la soia, seguita da altre come cotone, mais, colza. Sempre da Wikipedia si legge che "la soia Roundup Ready è in assoluto il prodotto transgenico maggiormente coltivato nel mondo, rappresentando l'87% della soia coltivata negli Stati Uniti, e il 60% a livello globale (nel 2005). Recentemente è stata sviluppata la seconda generazione di soia Roundup Ready, che associa al gene per la resistenza agli erbicidi una produttività del 4-7% superiore alle altre varietà".

Un report pubblicato sulla rivista Lancet Oncology evidenzia infatti che vi è una "limitata evidenza" che il diserbante Roundup possa causare il linfoma non-Hodgkin e il cancro ai polmoni e che ci sono "evidenze convincenti" che possa invece causare il cancro negli animali da laboratorio. La conclusione della ricerca si è basata su studi da esposizione alla sostanza chimica negli Stati Uniti, in Canada ed in Svezia, che risalgono al 2001. Lo studio è stato condotto dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) grazie all'ausilio di 17 esperti provenienti da 11 paesi che hanno esaminato i dati scientifici pubblicati e disponibili e valutato la cancerogenicità di cinque insetticidi organofosforici ed erbicidi: diazinone, glifosato, malatione, paration e tetraclorvinfos.

La Monsanto ha replicato sottolineando che l'OMS non avrebbe esaminato tutti i nuovi dati sul Roundup, precisando che le conclusioni dell'agenzia specializzata dell'ONU per la salute è quindi incompatibile con le valutazioni provenienti dagli Stati Uniti, dall'Unione europea e da altri Paesi. Philip Miller, vice presidente per gli affari regolatori globali della Monsanto ricorda quindi come uno studio tedesco per l'Unione europea lo scorso anno abbia mostrato che non ci sono evidenze che il glifosato abbia "proprietà cancerogene o mutagene, né che il glifosato sia tossico per la fertilità, riproduzione o per lo sviluppo embrionale / fetale negli animali da laboratorio". Negli Stati Uniti l'erbicida Roundup è considerato sicuro dal 2013, quando la Monsanto ha ricevuto l'approvazione dalla US Environmental Protection Agency (EPA) per l'aumento dei livelli di tolleranza per glifosato. L'EPA avrebbe precisato che prenderà in considerazione la valutazione della IARC.

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