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OGM: Greenpeace tagliano mais transgenico. Denuncia anche da Coldiretti

Una ventina di attivisti di Greenpeace sono entrati in un campo di mais in Friuli e "hanno tagliato, isolato e messo in sicurezza la parte superiore delle piante" sospette di essere OGM. Il pericolo è la contaminazione dei campi limitrofi. Anche la Coldiretti denuncia l'accaduto.

Una ventina di attivisti di Greenpeace sono entrati in un campo di mais in Friuli e "hanno tagliato, isolato e messo in sicurezza la parte superiore delle piante". L'azione di protesta parte dal fatto che quel campo sarebbe seminato a mais Mon 810, OGM, prodotto dalla Monsanto e oltretutto bandito in diversi paesi europei.
Ricordiamo che in Italia è illegale la coltivazione di organismi geneticamente modificati e se il reato sarà accertato la semina potrà essere punibile dalla legge con il carcere fino a due anni.
Il gruppo di Greenpeace, come abbiamo detto, ha tagliato è messo in sicurezza la parte superiore delle piante di mais perché è proprio questa che "produce il polline, responsabile della contaminazione su vasta scala".
Nel comunicato stampa Greenpeace spiega inoltre che con questa azione è stato fatto "quello che le autorità hanno rimandato per settimane: bloccare la fonte della contaminazione transgenica".
La vicenda, infatti, non inizia oggi ma lo scorso aprile quando un gruppo di attivisti degli Agricoltori Federati e del Movimento Libertario annunciarono su Youtube la semina di mais OGM per protestare "contro una legge liberticida", a loro dire, che gli vieta di coltivare delle sementi geneticamente modificate.
Pare però che l'azione di protesta si sia un po' troppo allargata, e il terreno coltivato sarebbe di circa 4 ettari.
A denunciare l'accaduto anche la Coldiretti che insieme alle associazioni che fanno parte della "Task Force per un'Italia Libera da OGM" (tra cui anche Greenpeace) si sono radunati davanti alla Prefettura di Pordenone in Friuli per dar vita ad un "Presidio della Legalità".
Ciò che chiedono è la distruzione del campo, che però non sarà così semplice, visto che ci sarà comunque il pericolo che il polline andrà a cadere anche su quei campi non OGM, contaminandoli. Causando così una reazione a catena.
Il proprietario del campo non saprà magari mai che il proprio mais è stato contaminato, verrà venduto e i cittadini acquisteranno e consumeranno un prodotto OGM senza mai esserne a conoscenza.
Basta pensare che Greenpeace, prima di questa azione, ha fatto analizzare altro mais coltivato sempre nella provincia di Pordenone, e le analisi hanno confermato che si tratta tutto di mais transgenico Mon 810.
"Siamo di fronte ad un atto assolutamente irresponsabile..." - denuncia la Coldiretti, annunciando che "Il Presidio continuerà ad oltranza fino a quando non saranno attuate le azioni previste dalla legge, ovvero la distruzione dei campi OGM e i provvedimenti nei confronti dei responsabili".

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