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Lorenzin: pressioni Ministero ad UE, perché su OGM ogni Stato deve scegliere

Task Force regionale NO OGM (composta da Aiab, Aprobio, Isde, Legambiente e WWF) festeggia la liberazione dagli OGM, dopo la sentenza del Tar del Lazio che boccia il ricorso presentato contro il decreto interministeriale che proibisce in Italia la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente. Soddisfatta Beatrice Lorenzin che sottolinea: "Ciascuno Stato dell'UE deve avere il diritto di scegliere se coltivare o meno sul proprio territorio prodotti geneticamente modificati".

Alla vigilia del 25 aprile, l'Aiab-Fvg festeggi la "liberazione dagli OGM" in Italia, a seguito della sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato il ricorso presentato contro il decreto interministeriale che proibisce in Italia la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente. In una nota, l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica del Friuli Venezia Giulia, Regione che ha visto in alcuni casi agricoltori seminare con OGM portando "alla contaminazione di terreni confinanti con quelli illegalmente coltivati con mais MON810" come ricorda la Coldiretti, sottolinea infatti che la sentenza "mantiene in vigore il decreto interministeriale emanato lo scorso anno, che vieta su tutto il territorio nazionale la coltivazione di mais OGM transgenico". Come la Coldiretti, anche la Task Force regionale NO OGM (composta da Aiab, Aprobio, Isde, Legambiente e WWF) evidenzia che "il decreto rimane monco della parte sanzionatoria" e per questo vengono sollecitati i Ministri Martina, Lorenzin e Galletti a "provvedere al più presto al completamento dell'unico strumento che permette di mettere in sicurezza tutte le regioni". Dall'altra parte, Severino Del Giudice di Aprobio invita "il Corpo Forestale a vigilare sulle semine ed intervenire in modo tempestivo qualora ve ne sia ragione", mentre Dario Bossi di Isde ricorda l'appuntamento del 7 maggio a Pordenone dove verrà discussa la costruzione di filiere OGM-free.

Beatrice Lorenzin per il momento non parla di introdurre nuove sanzioni ma chiarisce: "Il dispositivo della sentenza ha messo in evidenza la correttezza sia dal punto di vista amministrativo che scientifico dell'azione intrapresa dal Ministero della Salute a tutela dei diritti dei cittadini che vedono con preoccupazione la coltivazione di prodotti geneticamente modificati destinati all'alimentazione. - evidenziando - Dal luglio scorso prosegue, a livello comunitario, il pressante intervento del nostro Ministero, d'intesa con gli altri dicasteri competenti, per fare in modo che, sulla base del principio di precauzione, ciascuno Stato abbia il diritto di scegliere se coltivare o meno sul proprio territorio prodotti geneticamente modificati".

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