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Nokia: l'ubiquitous computing parte dallo schermo di ghiaccio touch

Immaginatevi gli iglù trasformati in cupole audio video, trionfo del consumismo ecosostenibile nel ghiaccio. L'iPod sotto lo zero potrebbe funzionare male, ad esempio al Polo Nord? Niente paura la vostra pagina di Facebook è su un cristallo di ghiaccio.

Ciò che si intende per "ubiquitous computing" come già qualcuno avrà già capito è il computer "ogni dove", il computer con il dono (ovviamente a pagamento) dell'ubiquità.
Nella vita quotidiana significherà che apri un pensile della cucina e il pensile sarà uno schermo con cui potrai twittare col supermercato; pulisci la cassetta della sabbia del gatto e questa è uno schermo che ti comunicherà le analisi delle urine del micio; ti fai un uovo in padella e questa suonerà un mp3 tanto carino di Antonellina (mentre tu farai con le mani il coccodrillo); pattinerai sul ghiaccio e questo ti mostrerà le acrobazie di Carolina Kostner su Youtube.
Per chi non avesse mai letto Robert Sheckley questa del ghiaccio forse è un po' troppo, ma questa è scienza, non fantascienza (lo avrebbe detto anche lui in qualche suo libro) e il New Scientist ci viene in aiuto.
Nokia infatti, con il suo laboratorio nella ghiacciata Tampere in Finlandia si è inventata un touchscreen di ghiaccio pienamente funzionante (http://tinyurl.com/schermodighiaccio) ispirato proprio alla filosofia dell'"ubiquitous computing" che presto diventerà la nostra realtà.
"Questo è stato un esperimento divertente ma quello che pensiamo è che abbia mostrato le interfacce interattive del computer che ora possiamo costruire ovunque" ha detto Jyri Huopaniemi del Nokia's research lab di Tampere, fiero del suo enorme touchscrean di ghiaccio.
Ma quando usciranno dei piccoli cubetti di ghiaccio che proiettaranno immagini mentre l'audio sarà amplificato dall'oliva wireless.

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