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Nintendo 3DS e la realtà è aumentata in 3D. Davvero un trip

Una volta per vedere oggetti in 3D che ti parlavano e svolazzavano intorno agli occhi c'erano poche possibilità tra cui la "vasca di deprivazione sensoriale" e l'amico chiamato da tutti Jimy il Fattone. Ora c'è la tecnologia, e i piccoli amici si materializzano dal Nintendo 3DS.

Nintendo esce nei negozi portando il 3D sul palmo di una mano. Questa forse è la novità più interessante della nuova console Nintendo 3DS, le tre dimensioni traslate nella "realtà aumentata". Come se non fosse già abbastanza dirompente, la nuova tendenza tecnologica è porre la tecnologia come "filtro" per vedere "nel mondo" oggetti e animazioni che, ovviamente non ci sono. Basta posare su qualsiasi superficie una carta particolare, che sembra una normale carta da gioco (Carta RA), inquadrarla con la Nintendo 3DS ed ecco che alla "realtà" visibile da tutti si "sovraporrà" la realtà generata dal piccolo computer. E allora dal tavolo usciranno mostri e insetti da sparare, oasi con alberi e ruscelli appariranno nella parete, piccoli amici ti sorrideranno scavando l'asfalto per portarti dei doni, il legno dove ha posato la carta si gonfierà e incomincerà a parlare. Insomma un'esperienza "lisergica" senza far uso di nessuna sostanza proibita e pericolosa. Un'esperienza "sicura" dai "bad trip" perché inquadrata in variabili e arrays creati nel prevedibile mondo delle software house. E gli effetti della "realtà aumentata" sono sicuramente stupefacenti, visto anche ciò che si legge in una didascalia della stessa Nintendo sulla pagina che spiega alcuni scenari da "realtà aumentata": "In questo gioco appaiono davanti ai tuoi occhi tanti piccoli personaggi Mii che potrai fotografare in 3D come se fossero reali. A volte vedrai un Mii seduto su un libro o un Mii che ti guarda e si mette in posa per te. Puoi cambiare le loro espressioni e fotografarli seduti sul palmo della tua mano!" (http://is.gd/Onn6Yl). Meno male che queste avventure d'ora in poi si potranno raccontare serenamente, anche in famiglia, senza che nessuno ti guardi negli occhi e ti dica sinceramente la classica frase: "cambia spacciatore".

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