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Nintendo 3DS: e il videogioco divenne Videodrome

E Nintendo animò il monitor, e il monitor si fece carne. Esce nei negozi il 3D senza occhialini, per molti un semplice nuovo modo di giocare, per altri una sfacciata invasione di campo del futuro. Che una volta era semplicemente catodico.

Finalmente è arrivata la console che tutti aspettavano, il vecchio Nintendo DS diventa infatti 3D, Nintendo 3DS appunto. Nintendo porta in tre dimensioni il gioco "portabile" e cambia l'orizzonte di milioni di videogiocatori regalando la profondità, anche se solamente in senso tecnico.
In un mondo umanamente sempre più piatto c'era bisogno del 3D senza occhialini per passare un altro paio d'ore al giorno di fronte ad un monitor. Ma questa volta è un monitor che "ti prende", che "ti cattura" in un modo che ricorda in modo inquietante il prof. Brian O'Blivion del Cronenberg d'annata.
L'ebbrezza di vedere sfrecciare pupazzi con la propria faccia su un fondale dinamico e dirigere i calciatori in "soggettiva" (che possono anche insultare arbitri e calciare i rigori da una prospettiva "egocentrica") non ha prezzo, e 259 euro circa, valgono un gadget di tale portata storica (e psichica).
Nintendo 3DS si annucia già per molti ma non per tutti (e quindi per ognuno). La stessa Nintendo "allontana" parte dei potenziali clienti, sconsiglia infatti l'uso ai bambini al di sotto dei sei anni, in quanto potrebbe creare dei problemi agli occhi ("Nintendo 3DS: il 3D vietato ai minori di 6 anni, rischi agli occhi" http://is.gd/CSmaC5). Inoltre, molto probabilmente, in pochi giorni dal suo debutto nei negozi la piccola console 3D sarà già sold out.
Tra le potenzialità del piccolo computer videoludico (come si sarebbe detto negli anni '80) è molto interessante, soprattutto per i bambini che stanno formando la propria personalità e le proprie fantasie, l'uso del Nintendo 3DS per la "realtà aumentata".
Con una speciale carta "target" (Carta RA, cioé "Realtà Aumentata") poggiata su una qualsiasi superficie e inquadrata con la telecamera del Nintendo 3DS, spunteranno mostri, pupazzetti, veri e propri oggetti in 3D da sparare o da contemplare (ovviamente ipnotizzati) "nell'aria".
E così l'amichetto immaginario si appresta a diventare un avatar 3D molto più esigente rispetto agli "amichetti invisibili" di una volta che si accontentavano di tè e biscotti anch'essi invisibili. L'amico immaginario 3D dei bambini del terzo millennio, infatti, avrà bisogno di ricaricare le batterie, e di diventare diventare più "grande" e "potente" con altre costose "figurine" e aggiornamenti software.
Piccoli Videodrome crescono. Long Live the New Flesh!

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