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Nigeria: allarme alluvioni a rischio sfollamento 25 mln di persone

In Nigeria alluvioni non danno tregua alle popolazioni distruggendo le colture e mettendo a rischio le abitazioni di milioni di persone. Il Presidente della Nigeria Goodluck Jonathan aveva confermato che la situazione nelle zone colpite è "un'autentico disastro". Appello alla solidarietà nazionale per uscire dall'emergenza.

E' un vero e proprio disastro nazionale l'ondata di alluvioni che sta colpendo la Nigeria tanto che il Presidente Goodluck Jonathan, in un recente viaggio per rendersi conto della situazione proprio nelle zone più colpite del Paese africano ha definto il peggiore "della nostra storia, un autentico disastro nazionale". Il periodo della piogge in Nigeria va da giugno ad ottobre ma quest'anno le precipitazioni sono state eccezionali, trasformandosi in alluvioni che hanno portato alla morte centinaia di persone. Nello stato di Kogi, al centro della Nigeria, sono andati distrutti almeno 150mila ettari di terreno agricolo coltivato e gli sfollati sarebbero ben oltre mezzo milione. L' Agenzia Fides riporta che "le forti piogge (...) alle quali si sono aggiunte le acque rilasciate dall'apertura della diga Ladgo in Camerun e di quella di Niger e Jebba in Nigeria, hanno provocato la morte di circa 2.000 persone". Numeri spaventosi che hanno portato Sua Ecc. Mons. Ignatius Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria ad un appello alla solidarietà nazionale a favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni". L'appello è stato inviato all'Agenzia Fides che informa, tramite p. Evaristus Bassey, Direttore Esecutivo della Caritas nigeriana che "Makurdi (capitale dello Stato di Benue) e Lakoja (capitale dello Stato di Kogi) hanno riportato seri danni, mentre rischiano lo sfollamento circa 25 milioni di persone che vivono nelle aree fluviali degli Stati di Anambra, Niger, Benue, Sokoto, Katsina, Lagos, Ondo, Delta, Rivers, Akwa Ibom, Bayelsa e Cross Rivers. Già oltre 38.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case negli Stati di Kano, Jigawa, Cross Rivers, Taraba, Adamawa, Niger e Anambra".

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