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Nigeria, Farnesina: uccisione Trevisan è "atroce atto di terrorismo"

La Farnesina conferma l'uccisione di Silvano Trevisan, l'ostaggio italiano rapito un mese fa in Nigeria ucciso da una cellula di di Boko Haram. La Farnesina parla di "un atroce atto di terrorismo" e di "un'aberrante espressione di odioso e intollerabile fanatismo".

Arriva la conferma della Farnesina. L'ostaggio italiano Silvano Trevisan, rapito in Nigeria il 17 febbraio, è stato ucciso insieme ad altri 6 stranieri, tutti dipendenti dell'impresa di costruzioni libanese Setraco, dal gruppo integralista Ansaru, cellula del gruppo terroristico Boko Haram al centro delle cronache soprattutto per la continua strage di cristiani. "L'Unità di Crisi della Farnesina e gli altri organi dello Stato coinvolti hanno continuato a seguire gli sviluppi che purtroppo in queste ore hanno acquisito connotati sempre più drammatici. Le verifiche effettuate in coordinamento con gli altri Paesi interessati ci inducono a ritenere che sia fondata la notizia dell'uccisione degli ostaggi sequestrati il mese scorso in Nigeria - si legge infatti in una nota - In questi difficilissimi momenti ci teniamo in costante contatto e ci stringiamo con grande solidarietà ed affetto attorno alla famiglia del nostro valoroso connazionale Silvano Trevisan e siamo vicini ai congiunti degli altri ostaggi". La Farnesina parla di "un atroce atto di terrorismo, contro il quale il Governo italiano esprime la più ferma condanna e che non può trovare alcuna spiegazione, se non quella di una violenza barbara e cieca". In risposta al gruppo estremista islamico Ansaru, che annuncia gli omicidi affermando che le forze di Nigeria e Regno Unito avrebbero ucciso dei musulmani nel tentativo di liberare gli ostaggi, la Farnesina precisa che "nessun intervento militare volto a liberare gli ostaggi è mai stato tentato da parte dei Governi interessati, per i quali l'incolumità dei loro cittadini tenuti sotto sequestro è sempre stata la priorità assoluta". Per questo motivo, il Ministero degli Esteri precisa che l'uccisione degli ostaggi è da interpretare, piuttosto, come "un'aberrante espressione di odioso e intollerabile fanatismo", confermando che l'Italia rimarrà "fermamente impegnata in tutti i fori internazionali per prevenire e contrastare la piaga del terrorismo e si adopererà affinchè siano assicurati alla giustizia i responsabili di questo brutale atto di violenza". Silvano Trevisan, l'ostaggio italiano, aveva 69 anni, ed era originario di Santo Stino di Livenza, un comune in provincia di Venezia.

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