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Processo Ruby 2, Nicole Minetti: amore vero per Berlusconi. Accusa? Moralismo

Al processo Ruby 2, è il giorno delle dichiarazioni spontanee di Nicole Minetti che racconta: con Silvio Berlusconi è stato un sentimento d'amore vero. A volermi in consiglio regionale fu don Verzè. Quella notte in Questura mi sono prestata per fare del bene.

Dopo la richiesta, da parte dei pm, di 7 anni di carcere per Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, imputati nel cosidetto processo Ruby 2, oggi è il giorno delle dichiarazioni spontanee da parte dell'ex consigliera regionale della Lombardia. Nicole Minetti afferma che contro di lei sarebbe stata organizzata una "aggressione mediatica seguita da una ondata di disprezzo" nonché una "campagna di odio e diffamazione senza precedenti nella storia d'Italia" tanto da continuare a ricevere "minacce" dirette anche verso la sua "famiglia". Nicole Minetti nega infatti che si occupava della "gestione delle case di via Olgettina", spiegando che le accuse della procura sarebbero pura "fantasia" visto che lei si limitava ad aiutare le ragazze che non potevano intestarsi i contratti. Inoltre, Nicole Minetti precisa che le cene di Arcore "esistevano da molto prima" rispetto a quando cominciò la sua partecipazione. Secondo il racconto della Minetti, sarebbe stata Marysthelle Polanco, che aveva conosciuto al programma "Colorado", a parlarle delle cene di Arcore.

Nicole Minetti spiega di aver incontrato per la prima volta Silvio Berlusconi a una fiera nel 2008 dove lei lavorava "come hostess". I lavori in tv sono arrivati invece solo perché sapeva "ballare" perché, dice la Minetti: "Non conoscevo ancora Berlusconi". Nicole Minetti ricostruisce quindi il suo arrivo "a Milano nel 2006 per seguire un percorso di studio di igienista dentale al San Raffaele", raccontando che quando "Silvio Berlusconi venne in visita al San Raffaele iniziò da parte sua un discreto corteggiamento, - aggiungendo - e non nego di essere rimasta affascinata da lui". Infatti, continua la Minetti, "nacque un rapporto di amicizia e poi una relazione sentimentale che si concluse alla fine di quell'anno", precisando però che il suo "è stato un sentimento d'amore vero per Silvio Berlusconi" tanto da pensare che la relazione con l'ex premier fosse "esclusiva". Per quanto riguarda la sua discesa in politica, Nicole Minetti afferma: "Il presidente Berlusconi mi disse che don Verzé avrebbe avuto piacere ad avere un rappresentante dell'istituto in consiglio regionale, io accettai con gioia e inconsapevolezza, - ammettendo - ma a quel ruolo non ero pronta".

Parlando della ormai celebre notte in Questura, quando a Nicole Minetti fu affidata Ruby Rubacuori, l'ex consigliera spiega semplicemente: "Io mi sono prestata per fare del bene, per permettere che la ragazza tornasse a casa sua, come tra l'altro mi aveva detto il funzionario Giorgia Iafrate". Per tutte queste ragioni, Nicole Minetti ritiene che "l'accusa si fondi solo su un teorema privo delle indicazioni di concreti fatti di reato, fondato su un malcelato moralismo - ribadendo - Io non ho mai invitato nessuna delle parti offese a nessuna delle cene a casa del presidente, continuo a non capire cosa posso aver organizzato anche perché nulla ho organizzato". Concludendo, Nicole Minetti aggiunge: "Spero che qualcuno un giorno riesca a spiegarmi che cosa ho fatto di così straordinariamente terribile". La sentenza per il processo Ruby 2 è attesa per il 12 luglio.

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