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Nicole Minetti "non tenutaria del bordello" ma "una delle tante"

Dopo la prima udienza preliminare, la parola è passata alla difesa di Nicole Minetti, che ha precisato che la consigliera regionale del Pdl "non era la tenutaria del bordello" ma "una delle tante".

Nella prima udienza preliminare del processo che vede accusati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, in relazione al caso Ruby, il pm Pietro Forno nello spiegare l'impianto accusatorio aveva asserito che Nicole Minetti era "l'amministratore del bordello, colui che paga le dipendenti" precisando in un secondo momento di aver utilizzato il termine "bordello" come "riferimento storico alla divisione dei compiti prevista dalla legge Merlin". I legali di Nicole Minetti hanno invece chiesto il non luogo a procedere per la loro assistita "perché il fatto non sussiste o per non avere commesso il fatto". L'avvocato Pier Maria Corso avrebbe spiegato, a margine dell'udienza, che infatti "manca la prova" e che "la procura si basa sulle intercettazioni di Ruby, ma Ruby offre plurime verità". Corso avrebbe poi precisato che Nicole Minetti "non era la tenutaria del bordello" ma "era una delle tante che ha avuto un suo momento in auge". I legali della Minetti avrebbero ammesso quindi che tra Silvio Berlusconi e la loro assistita ci sarebbe stata una storia, e che "dalle intercettazioni è emerso che ciascuna delle ragazze giocava in proprio". "Tra le ragazze - avrebbe osservato il legale, come riporta La Repubblica (http://is.gd/NPVI9e) - c'è chi ha avuto una Land Rover, chi una Mini Minor, chi una Smart. E c'è anche chi è stato eletto al Consiglio regionale" sottolineando che "essere inseriti in una lista elettorale non è certo un reato" ma al massimo "un problema del sistema elettorale" ricordando che questo "non è un processo morale ma penale". L'avvocato Corso avrebbe poi fatto un inciso su quel "bacio saffico" che ci sarebbe stato tra Ruby Rubacuori e Nicole Minetti, raccontato sempre dal pm Forno durante la prima udienza. Il legale della Minetti afferma che nei documenti presentati dalla procura milanese "non c'è traccia" di tale avvenimento, sostenendo che quindi sarebbero stati depositati "atti incompleti, in lesione delle garanzie di difesa". Per dimostrare poi che non ci sarebbe "nulla di scabroso" in un bacio in bocca tra due ragazze, l'avvocato Corso avrebbe fatto vedere prima una immagine di due ragazze delle feste di Arcore che si baciano e poi un quadro del '600 che rappresenta sempre un bacio in bocca tra due giovani. Qualcuno forse si sarà domandato ironicamente se le due ragazze del quadro, dopo il bacio, abbiano poi ricevuto una "carrozza" o un posto "a corte".

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