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Sarkozy svolta tutto a destra e punta sulla paura. Le Pen: solo slogan

Nicolas Sarkozy punta a conquistare gli elettori di Marine Le Pen "giocando" sulla "sofferenza" e la "crisi" e puntando sulla paura del diverso, attaccando una "Europa colabrodo" che "non regola i suoi flussi migratori".

Nicolas Sarkozy rischia di essere l'unico presidente uscente a non essere rieletto dopo aver già stabilito l'eccezionale primato di non accumulare più voti con il diretto sfidante per il ballottaggio. E così Sarkozy corre ai ripari, per conquistare quella grossa fetta di elettori che hanno votato molto più a destra rispetto alla sua politica, abbandonando almeno fino al prossimo 6 maggio quel moderatismo che non ha portato i risultati sperati. Quasi il 20% dei voti in questa prima tornata elettorale in Francia sono andati infatti all'estrema destra (xenofoba) di Marine Le Pen, che trova "entusiasmante" questo "ritorno alla Nazione" per i francesi.
E così Nicolas Sarkozy tenta proprio la carta del patriottismo, difendendo prima di tutto gli "elettori del Fronte Nazionale" che devono essere "rispettati", sottolinea il presidente francese, perché "hanno espresso il loro punto di vista. E' stato un voto di sofferenza, un voto di crisi".
E così Sarkozy e il suo enturage comprende che è giunto il momento di sfruttare questa "sofferenza", questa "crisi" ma soprattutto la paura del futuro, spingendo la propria campagna elettorale sul tema dell'immigrazione.
"Le frontiere servono a proteggere. I grandi Paesi che hanno successo sono quelli che hanno creduto nella Nazione e che fanno rispettare la propria identità nazionale" afferma quindi Sarkozy nel corso di un comizio a Tours, descrivendo una "Europa colabrodo" che "non regola i suoi flussi migratori" e che "non difende le sue frontiere".
Marine le Pen non si lascia incantare sottolineando che "amare la Nazione non è solo uno slogan da campagna elettorale", e anche se i sondaggi danno come vincente il socialista Francois Hollande questa improvvisa sterzata a destra di circa metà dei francesi continua a far riflettere sociologi e storici, che ricordano come la storia tende sempre a ripetersi, soprattutto in tempi di crisi.

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