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All'Inter non bastano i 2 turni di squalifica per Burdisso

Nicolas Burdisso è stato squalificato per 2 giornate per il fallo ai danni di Daniele Conti a Cagliari, ma l'Inter non è d'accordo e sembra non andargli giù il fatto che i due turni di squalifica consentiranno al difensore della Roma di giocare la partita contro i nerazzurri.

Nicolas Burdisso è stato squalificato per 2 giornate per il fallo ai danni di Daniele Conti in occasione della trasferta di Cagliari, ma c'è chi non è d'accordo. L'Inter su tutti che, in un comunicato sul suo sito ufficiale, sottolinea come per l'intervento di Burdisso "non sono stati ravvisati gli estremi della condotta violenta" e che quindi "non sono state applicate le sanzioni previste" per questi casi. La cosa che sembra non andare giù all'Inter è il fatto che i due turni di squalifica consentiranno al difensore della Roma di giocare la partita contro i nerazzurri in programma alla quinta giornata.
Prendendo nello specifico la decisione del giudice sportivo, si evince che probabilmente non si è fatto altro che seguire il regolamento alla lettera applicando coerentemente l'articolo 19 del Codice di Giustizia sportiva, citato anche nel comunicato dell'Inter. La norma infatti stabilisce che la condotta violenta (o particolarmente violenta) deve essere punita con tre o cinque giornate di squalifica (art. 19, comma 4, lettere b e c), mentre il fallo (o il grave fallo) di gioco, con conseguente espulsione, comporta una (o due, con l'aggravante) giornate di stop.
La differenza fra le due infrazioni è l'intenzionalità: nel fallo (più o meno grave) di gioco, l'azione del giocatore che lo commette è priva della volontà di fare male ed è funzionale al gioco. Probabilmente quindi il giudice sportivo ha ritenuto che l'intenzione di Burdisso era quella di evitare una chiara occasione da gol e che il suo intervento, sicuramente scomposto, voleva solo limitare le conseguenze "sportive" dell'azione di Daniele Conti. Nella condotta violenta, invece, c'è un'intenzionalità lesiva, l'intervento è fuori dal gioco ma con l'intenzione di far male e quindi sanzionato con tre giornate o (nei casi gravi) cinque.

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