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Crisi del grano: inaccettabile lievitazione dei prezzi del 1450%, dice Oliverio (PD)

"Sulle politiche del grano, il ministro Maurizia Martina e il parlamento hanno già dato numerose risposte significative. Ma se è vero che molto è stato fatto, è anche vero che tanto è ancora da fare. C'è da abbattere ancora l'inaccettabile lievitazione dei prezzi del 1450%", spiega in un comunicato il politico PD Nicodemo Oliverio.

"Sulle politiche del grano, il ministro Maurizia Martina e il Parlamento hanno già dato numerose risposte significative: la boccata d'ossigeno arrivata con il finanziamento di 10 milioni di euro per dare avvio a un piano nazionale cerealicolo che punti alla qualificazione della nostra produzione, alla creazione di una Commissione unica nazionale per il grano duro per rendere più trasparente la formazione del prezzo, alla conferma degli aiuti accoppiati europei Pac, al rafforzamento dei contratti di filiera, alla sperimentazione dalla prossima campagna di un nuovo strumento assicurativo per garantire i redditi dei produttori proteggendoli dalle eccessive fluttuazioni di mercato. Interventi importanti, dunque, che dovrebbero in parte tranquillizzare gli agricoltori su una cosa: le istituzioni, governo e Parlamento, vogliono risolvere il problema del 'grano' e stanno lavorando al meglio per dare a questo settore gli strumenti normativi e finanziari per uscire dalla crisi" assicura Nicodemo Oliverio, esponente PD.

"Ma - prosegue il deputato - se è vero che molto è stato fatto, è anche vero che tanto è ancora da fare. C'è da abbattere ancora l'inaccettabile lievitazione dei prezzi del 1450%, dal campo alla tavola, che l'importazione dall'Ucraina di grano tenero (per il pane) sia a +315% e che il Canada resti in testa per le spedizioni di grano duro (per la pasta)."

"Sul fronte delle imprese, dopo il crollo dei prezzi del 42% a luglio rispetto allo scorso anno, questa guerra del grano si sta inasprendo con i valori della materia prima ai livelli di 30 anni fa, rischiando la rovina 300mila aziende. - spiega ancora - L'Italia non si può più permettere l'importazione dall'estero del 40% del fabbisogno per la pasta e che un pacco di pasta su tre e circa la metà del pane in vendita sia fatto con grano straniero. Le scelte politiche e commerciali del passato hanno prodotto danni gravi che oggi paghiamo caramente".

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