le notizie che fanno testo, dal 2010

Zalone: Vendola e Inno di Sinistra Libertà scritto dove si vomita

Vendola obbiettivo di Checco Zalone a "Parla con Me" che scrive l'inno di Sinistra e Libertà. Triste spettacolo che di comico aveva solamente la "tastiera" chiamata "pianola".

L'Italia è il Paese degli automatismi, come se il Paese fosse un "framework" (come dicono gli informatici) dove degli "eventi" creati da dei personaggi suscitano "sempre" (in automatico e a prescindere) le stesse reazioni.
Quando in Italia diventi parte di questi "automatismi" sei arrivato, sei famoso.
Così anche Checco Zalone è un personaggio che ad ogni "evento" suscita la stessa ilarità ed apprezzamento, qualsiasi cosa dica, qualsiasi cosa faccia. Piombato nel mainstream più gradito agli italiani, quello crasso e volgare, è approdato anche dalla Dandini a "Parla con me" il 16 dicembre per presentare il suo prossimo film "Ma che bella giornata" che sarà sicuramente (visto il periodo storico) un grandissimo successo come il precedente "Cado dalle nubi" che ha incassato oltre 14 milioni di euro.
Checco Zalone introduce la sua esibizione con un siparietto con Serena Dandini estremamente divertita da Zalone e la sua vis comica. "A me è venuta l'idea di scrivere l'inno di Sinistra e Libertà, l'ho scritto dove si vomita" dice Checco Zalone e la Dandini mangiandosi le parole specifica "Ma non perché...diciamolo...perché ci sia un collegamento, figuriamoci".
E così Zalone accompagnato da una Dandini affettuosa e compiaciuta dell'esibizione in fieri inizia ad imitare Vendola che canta l'inno di Sinistra e Libertà da lui composto (http://www.youtube.com/watch?v=SCMWzS7hCZU).
"A chi ti dice che il mio partito è un'utopia, rispondi che la sua è gesantropia. Diventerà rosso rosso e paonazzo perché non sa che gesantropia in fondo non vuol dire un c...", questa è la prima strofa che ha fatto impazzire i fan che, oltre le 500 parole, bollano chiunque (figuriamoci Vendola) come "incomprensibile". Se Vendola dice "gesantropie" infatti, ovvero le parolone che "in fondo in fondo" non significano niente, i cinquecentoparolisti continuano a scrivere Niki Vendola oppure Nicki non riuscendo neppure a copiare (o semplicemente a controllare) il diminutivo "Nichi".
Ma dopo questa facile battuta "contro la cultura" (non di controcultura) unta di mainstream qualunquista, segue una strofa che non riportiamo per rispetto al lettore. Difatti nel mondo di Zalone non poteva mancare il pesante doppio senso sull'insensatezza politica di Sinistra e Libertà e sull'orientamento sessuale di Nichi Vendola.
La triste metafora è ovviamente piaciuta moltissimo allo studio di "Parla con me" che ha subito applaudito calorosamente l'esibizione di Zalone e le sue liriche (insieme ad una Dandini divertita come non mai) e che non ha risparmiato tutto l'affetto che una trasmissione "di sinistra" dà sempre a chi è autorizzato dal "framework" ad essere forte coi deboli e debole con i forti. Per automatismo. Speriamo.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: