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Vendola su caso Ruby: dimissioni Berlusconi atto di igiene politica

Nichi Vendola si dimostra ancora il vero leader della sinistra usando una parola sillababile al posto della metafora sinistra: dimissioni. "Un premier indagato per prostituzione minorile non è certo il racconto di una vita avventurosa" scrive, ed è subito un'Italia migliore.

C'è un'Italia migliore, è lo "slogan" di Nichi Vendola. Anzi, non uno "slogan", perché per Vendola la politica non è un prodotto, ma un dato di fatto, perché, effettivamente, in Italia, anche se in sicura minoranza, c'è ancora della brava gente intelligente e di cuore.
Gente che prende una posizione, che non fa della menzogna la "procedura operativa standard" per sopravvivere. In questi giorni il "bunga bunga" è l'esercizio in cui la politica italiana svela le sue sottovesti e le sue oscene trasparenze, insieme a pizzi (di vario tipo) e vergognose opacità.
Così, dalla sinistra, ascoltare qualcosa di autenticamente di sinistra, cioè una parola sillababile in un corteo e non una solita perifrasi bersaniana (o pidiana, che fa rima comunque con democristiana) è davvero consolante, comunque la si pensi.
La richiesta di Nichi Vendola in risposta all'affaire Ruby Berlusconi è: DIMISSIONI. In una nota Nichi Vendola scrive laconico: "Un premier indagato per prostituzione minorile non è certo il racconto di una vita avventurosa, di cui però non dovremmo saper niente perché c'è il diritto alla privacy. Se nella privacy vengono violate le leggi dello Stato, insomma se lo scandalo che ne deriva ha una tale eco anche a livello internazionale, credo che tutto ciò imporrebbe un atto di igiene politico istituzionale, un atto di decenza come le dimissioni del Presidente del Consiglio - e conclude - E forse, a questo punto dell'avvelenamento e dell'inquinamento della storia italiana, occorrerebbe davvero andare di corsa alle elezioni anticipate".

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