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Vendola: senza SEL salta tutto. Bersani: meglio Monti che le urne

Il centrosinistra non è ancora al governo che già comincia ad incrinarsi la coalizione. Se infatti il "triangolo" Monti, Bersani e Vendola finora non era stato davvero considerato, ora gli equilibri potrebbero far saltare davvero "il giochino".

Il centrosinistra non è ancora al governo che già cominciano ad intravedersi le prime crepe all'interno della coalizione. Anche se Pier Luigi Bersani cerca di tamponare la spaccatura che sembra essersi aperta tra PD e SEL, la frattura sembra comunque imminente, tempo forse due settimane, quando saranno evidenti gli equilibri alla Camera e al Senato dopo il voto del 24 e 25 febbraio 2013. E così, mentre il leader del PD assicura di avere "una parola sola", invitando "gli altri (Mario Monti, ndr) a prenderne atto", su Facebook Nichi Vendola (che sui manifesti elettorali dà il benvenuto alla sinistra ma guardando - emblematicamente - a destra) pubblica una immagine che rappresenta un Pier Luigi Bersani tirato per la giacchetta da una parte da Pier Ferdinando Casini che chiede "privatizzazione dell'acqua, un po' di cemento sulle coste, pari opportunità a Tarcisio Bertone" e dall'altra da Mario Monti che invoca "politiche industriali a Marchionne, il lavoro alla Fornero e a Vendola la portineria". O meglio, la porta. Tra i commenti a margine di questa "vignetta", quello di Francesca Scoleri che giustamente riflette: "Ma se voi stessi lo dipingete come un pupazzo questo candidato premier ma che credibilità volete avere?". Ed infatti, Nichi Vendola ammette che "flirtare con Monti, Fini e Casini fa perdere le elezioni al centrosinistra".

Pier Luigi Bersani, pur ammettendo che con il centrodestra "è un testa a testa", chiarisce però che "vince chi arriva prima". O forse con chi ci sia allea dopo. Se in campagna elettorale Bersani non dice chiaramente (ai suoi elettori) che il passo successivo, una volta di fronte al Parlamento, potrebbe essere quello di avere l'appoggio del centro di Mario Monti, il leader del PD lascia intendere però che di tornare alle urne, se non avrà una maggioranza stabile, non ci pensa proprio. "Non ci chiudiamo al confronto, non possiamo concederci faziosità, dobbiamo rimettere in moto il cambiamento, è scritto nella nostra carta di intenti - afferma Bersani - c'è disponibilità a discutere con tutte le forze non leghiste, berlusconiane o populiste". Quindi, per esclusione, con Mario Monti . Ma Nichi Vendola su Facebook avverte: "Se il giochino è quello di annacquare me e Sinistra Ecologia Libertà, faremo saltare questo giochino". Chissà però se poi farà saltare anche il governo.

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