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Vendola: ho rotto la maledizione contenuta nella frase di Oscar Wilde

Ad Annozero Vendola risponde ad un "signore anziano" che dice che "lui non deve parlare, lui deve tacere e basta". "Quelli che hanno organizzato il Family Day e contemporaneamentre i festini a base di prostitute e cocaina sono il segno di una classe dirigente malata" risponde Nichi.

Annozero apre la sua puntata intitolata "Via con te?" con delle interviste girate ad Arcore che descrivono una popolazione (anziana) che vede Silvio Berlusconi come "lui" si presenta (e si "proietta"), quindi bravo, buono, capace, unico e ora anche "peccatore".
Visto che "siamo tutti peccatori" meglio votare un peccatore "più simile a noi" che uno più "distante", questa sembra essere la sintesi delle interviste.
E già c'è chi testimonia che di questi tempi girare con degli occhiali particolari (come quelli inventati da John Carpenter nel 1988) faccia davvero un certo effetto.
Nella serie di interviste ce ne è stata poi una "da manuale" dove un signore anziano decanta l'inadeguatezza "morale" degli oppositori di Berlusconi (ad esempio Fini "c'ha due famiglie") e stigmatizza il "peccatore" Nichi Vendola: "Vendola poi...- dice il signore cercando le parole - la sinistra di quei peccati...". L'inviata di Santoro incalza: "Vendola nel senso che è omossesuale, lei intende..." e il signore anziano perfeziona il suo ragionamento: "Vendola ne intendo che non può parlare di famiglia, non può parlare di figli, lui non deve parlare, lui deve tacere e basta".
Nichi Vendola, protagonista della puntata di Annozero, presidente di Sinistra Ecologia Libertà e presidente della Regione Puglia, non può ignorare il signore e molto pacatamente interviene: "Vorrei rispondere al signore anziano di Arcore che io non ho mai nascosto niente della mia vita. Anche perché non ho niente di cui vergognarmi. Ho semplicemente voluto rompere una specie di cattivo sortilegio, una maledizione che era contenuta in una frase di Oscar Wilde che diceva "l'omosessualità è l'amore che non osa pronunciare il proprio nome" ("the Love that dare not speak its name", ndr). Per me, in tutta la mia vita, la mia decenza, il sentimento della mia dignità è stato nel rompere quella specie di muro per cui io dovevo non nominare i miei sentimenti e il mio amore. Ma io non sono iscrivibile nella rubrica degli ipocriti. Perché quelli che hanno organizzato il Family Day e contemporaneamentre i festini a base di prostitute e cocaina sono il segno di una classe dirigente malata, io quello combatto, l'ipocrisia".

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