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Vendola: crisi scuola pubblica ha creato generazione narcotizzata

Berlusconi attacca la scuola di Stato e poi corregge, non troppo, il tiro. Bersani dice che le parole del premier sono "uno schiaffo inaccettabile" ma è Vendola a colpire, ricordando che è la crisi della scuola pubblica ad aver creato "una generazione narcotizzata".

Durante l'intervento del premier al Congresso dei Cristiano Riformisti tenutosi il 26 febbraio, Silvio Berlusconi non manca di attaccare la scuola pubblica, suscitando un coro di reazioni da parte delle opposizioni. Silvio Berlusconi, infatti, afferma il diritto di "poter educare i figli liberamente" specificando che "liberamente vuol dire non essere costretto di mandarli ad una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli". Ciò che suona immediatamente strano è il fatto che il Presidente del Consiglio usi il termine "inculcare" anche quando parla dei genitori, visto che l'educazione così come l'istruzione non si "inculca" ma si trasmette. Dure naturalmente le reazioni di chi non vuole "permettere che Berlusconi distrugga" anche la scuola pubblica. Pier Luigi Bersani, segretario del PD, afferma infatti che le parole di Berlusconi sono uno "schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo" ricordando che è "la scuola pubblica il luogo in cui l'Italia costruirà il suo futuro". Bisognerebbe ricordare però che le fondamenta stanno cedendo da diversi anni e che senza un necessario rinforzo non solo non si costruirà nulla ma presto crollerà definitivamente tutta la struttura.
E infatti Nichi Vendola ribatte al premier affermando che "Ci vuole un Paese, presidente Berlusconi, che investe nella scuola pubblica perché è il cuore della crescita economica" aggiungendo: "Capisco che lei sente inimicizia verso la scuola pubblica, perché è stata la crisi della scuola pubblica, nel quindicennio delle sue televisioni, a creare un'egemonia culturale che serve a questa classe dirigente ad avere una generazione narcotizzata dal trash e dalla pornografia".
Naturalmente il premier Silvio Berlusconi, precisa che "ancora una volta la sinistra ha travisato" le sue parole, visto che ciò che intendeva "ricordare e denunciare" era solamente "l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli".

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