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Vendola: Fiscal Compact è cura da cavallo che ammazza il malato

Nichi Vendola risponde in merito al Fiscal Compact, che obbliga l'Italia a pagare ogni anno per 20 anni 45 miliardi di euro. "Una cura da cavallo che uccide l'ammalato" la definisce il leader di Sel, ricordando che perseverando su tale strada "quello che può accadere in Italia è quello che sta accadendo in Grecia".

Nichi Vendola, intervenendo ad UnoMattina, risponde in merito al Fiscal Compact (Patto di bilancio europeo) o Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria, firmato da 25 dei 27 stati membri dell'Unione europea (tranne Regno Unito e Repubblica Ceca) che stabilisce, oltre l'inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio, anche l'obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell'eccedenza in ciascuna annualità. Per l'Italia, vale a dire, pagare ogni anno per 20 anni 45 miliardi di euro per risanare il nostro debito pubblico. Nichi Vendola non spiega direttamente se si batterà per "uscire" dal Fiscal Compact ma sottolinea come sia "buon senso immaginare che con questa cura da cavallo si ammazzi l'ammalato". "Quello che può accadere in Italia è quello che sta accadendo in Grecia" continua infatti Nichi Vendola, precisando che "nel nome del risanamento dei conti pubblici si sta uccidendo la società". "La Grecia di oggi è un Paese regredito di 50-60 anni - ricorda quindi il leader di Sel - è un Paese in cui la gente muore perché non si può curare. E' un Paese dove decine di migliaia di persone sono per strada. Raccontano gli amici di Medici senza Frontiere che le code delle persone che cercano medicinali presso istituzioni filantropiche sono chilometriche". Vendola quindi si domanda: "Ma è una Europa civile, come quella che noi abbiamo amato e sognato, quella in cui torna la povertà come il cuore della questione sociale?", concludendo: "Come ricorda Napolitano, al centro della prossima agenda di governo deve essersi la lotta contro la povertà, per il lavoro e la questione sociale - precisando - Sono tutte cose incompatibili con la sensibilità, o la insensibilità, dell'agenda Monti".

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