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Vendola: Berlusconi alla porta da banche. Liberismo scaccia populismo

Nichi Vendola avvisa che "l'evocazione della Tecnica come medicina necessaria per curare i dolori del Paese" potrebbe portare al suicidio della politica, evidenziando come Berlusconi sia stato messo "alla porta da banche e mercati e non dalle opposizioni".

Nichi Vendola sembra essere, in questo panorama politico unito intorno al prossimo governo tecnico che sarà presieduto da Mario Monti, l'unica voce fuori dal coro, anche se col passare dei giorni, potrebbe osservare qualcuno, il suo controcanto diventa sempre più tiepido. Solo pochi giorni fa, sulla sua pagina di Facebook, il leader di Sinistra ecologia e libertà sembrava fermamente contrario ad un governo presieduto da Mario Monti, nominato "al volo" senatore a vita per poter poi essere investito della carica di premier. Nichi Vendola venerdì scorso affermava risoluto che non avrebbe accettato di farsi "militarizzare dalle grandi banche internazionali che hanno provocato apposta la speculazione sull'Italia proprio per riuscire a dirigere il nostro Paese da fuori" sottolineando che "se Monti e il PD dovessero accettare questo schema allora sarebbe non solo la sconfitta della sinistra ma di tutta l'Italia - e aggiungendo - Io non intendo farmi eterodirigere da organismi economico-finanziari non eletti da nessuno: la BCE, il Fondo monetario, la stessa Commissione UE non sono eletti dal popolo. In Italia, possiamo discutere come risanare i nostri conti o dobbiamo solo ubbidire come soldatini? Se Monti intende essere il volto perbene di chi opera la macelleria sociale, allora neanche comincio a discutere". La discussione sembra invece che stia per essere intrapresa, visto che il leader di Sel spiega ieri di volersi aggrappare "con tutta la forza ad una parola chiave usata da Bersani e da Susanna Camusso: discontinuità. Se un governo di transizione serve per fare il primo passo in questa direzione, allora evviva", scrise sempre su Facebook. Nichi Vendola pare infatti voler credere nella "determinazione di Bersani", e spiega di aver fiducia nel fatto che il governo Monti non farà "cose di destra", anche perché, avvisa il governatore della Puglia, altrimenti "il rito di sepoltura del nuovo Ulivo sarà immediato". Il timore di Vendola risiede in particolar modo nell'approvazione di "norme per rendere più selvaggio il mercato del lavoro" e forse anche per questo, spiega in una intervista all'Unità, già "nella primavera 2012" si potrebbe andare a votare. "Per tornare al Mattarellum - fa notare Vendola - bastano due giorni di lavoro in Parlamento. Così si dà una risposta a chi ha firmato i referendum, e si salvano il pluralismo e le coalizioni". Nichi Vendola non nasconde infatti la sua preoccupazione in questa "ricerca di soluzioni extrapolitiche, l'invocazione, che leggo da tante parti, di un demiurgo dotato di poteri quasi sovrannaturali, l'evocazione della Tecnica come medicina necessaria per curare i dolori del Paese", avvertendo che continuando su questa strada c'è il serio rischio "di un suicidio della politica". Il leader di Sel, sempre sull'Unità, fa poi una riflessione sull'uscita di Silvio Berlusconi, che però è solamente "da palazzo Chigi e non di scena", come precisa Vendola, perché "il berlusconismo è saldamente insediato nelle istituzioni e nel potere". "L'Italia non si sta ancora congedando da un ciclo politico-sociale durato 15 anni e che avrebbe meritato di arrivare al naturale punto di consunzione attraverso il voto democratico" evidenzia ancora Nichi Vendola, osservando come "il Cavaliere viene messo alla porta da banche e mercati, e non dalle opposizioni. E' il liberismo che si libera dal populismo".

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