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Primarie PD: Vendola contro il Monti bis. Sabato si decidono le regole

Sabato 6 ottobre a Roma nel corso dell'Assemblea nazionale del PD si discuterà delle nuove regole per le primarie del centrosinistra. Contrario Matteo Renzi, che ora si troverà a sfidare anche Nichi Vendola di Sel.

Sabato 6 ottobre, a Roma, si terrà presso l'Hotel Ergife l'Assemblea nazionale del PD, dove all'ordine del giorno c'è la discussione sulle nuove regole delle primarie. Al centro del dibattito potrebbe esserci l'inserimento del ballottaggio, a cui parteciperebbero i due sfidanti che hanno preso più voti ma che non sono riusciti a superare il 50 per cento dei consensi. Ipotesi che trova nettamente contrario Matteo Renzi, che trova "un errore inserire il ballottaggio" perché "alle primarie chi arriva primo vince. Non è che dopo aver vinto, poi, c'è la gara di ritorno" e si chiede il perché ora non vadano più bene le regole delle primarie che il PD ha utilizzato nel passato, le stesse, ricorda il sindaco di Firenze e in lizza per la premiership, che "andavano bene quando hanno vinto Prodi, Veltroni, Bersani" e che "hanno visto la vittoria di Pisapia e di Vendola a livello locale". Matteo Renzi non fa parte dell'Assemblea nazionale del PD e quindi può solo sperare che Pier Luigi Bersani sia "di parola", e cioè non cambi le regole a gioco già iniziato. Chi naturalmente non sarà presente all'Assemblea nazionale del PD è il leader di SEL (Sinistra, Ecologia, Libertà) Nichi Vendola, che però pochi giorni fa ha sciolto la sua riserva annunciando la candidatura alle primarie del centrosinistra. Su Facebook, infatti, Nichi Vendola spiega di voler tentare di diventare il leader del centrosinistra "per scacciare il fantasma del Monti bis e trasformare le primarie, da ennesima faida di partito a occasione di svolta per il Paese". E così, mentre a Roma si deciderà come dovranno svolgersi le primarie del PD, Nichi Vendola dà appuntamento ai suoi al MAV di Ercolano, alle 18:00 di sabato 6 ottobre, da dove inizierà la sfida, promettendo di vincerla. A cercare di ostacolare però il percorso alla leadership di Vendola è Pier Ferdinando Casini, leader Udc che pochi giorni fa ha proposto, insieme a Gianfranco Fini, una lista civica nazionale per l'Italia per (ma non con) Mario Monti premier . "Stimo Bersani, ha avuto il coraggio di dare vita al governo Monti ma non sono convinto, inorridisco, all'idea che il futuro possa essere consegnato ad un alleanza tra Bersani, una persona ragionevolissima, e Vendola, una persona non adatta politicamente a governare. Il combinato disposto produrrebbe un pessimo risultato" afferma infatti Casini alla Telefonata di Maurizio Belpietro su Canale 5. Non ci mette molto Nichi Vendola a ribattere alle parole del leader dell'Udc, sottolineando di governare la Puglia dal 2005 e domandandosi cosa invece Casini abbia "mai governato in vita sua", e aggiunge: "Ricordo solo una Presidenza della Camera avuta come premio per il suo fedele sostegno a Berlusconi. Detto questo, se a Casini un governo di centrosinistra fa inorridire, gli dico che gli conviene farsene una ragione al più presto". Oltre a Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola e Matteo Renzi, gli altri candidati finora alle primarie del centrosinistra sono Giuseppe Civati, Sandro Gozi, Laura Puppato e Bruno Tabacci.

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