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Nichi Vendola su Facebook: io colpevole di aver difeso fabbrica e i lavoratori

Nichi Vendola, leader di Sel e governatore della Puglia, è stato rinviato a giudizio per consussione aggravata in merito all'inchiesta sull'inquinamento contestato all'ILVA di Taranto. Ma su Facebook, Nichi Vendola si difende: "Abbiamo fornito le prove che hanno scoperchiato la realtà e contemporaneamente difeso la fabbrica e i lavoratori. Se questo è un reato, io sono colpevole".

"Non intendo cambiare oggi lo stile con cui ho reagito, sempre, a iniziative giudiziarie che mi chiamavano in causa. Mi sento umiliato e ferito, ma non perdo fiducia nella forza della giustizia" commenta su Facebook Nichi Vendola, leader di Sel (Sinistra ecologia e libertà) e governatore della Puglia, dopo il rinvio a giudizio da parte della Procura di Taranto in merito all'inchiesta sull'inquinamento contestato all'ILVA di Taranto. Nichi Vendola è accusato di consussione aggravata poiché i pm ipotizzano che il Presidente della Regione Puglia possa aver illecitamente fatto pressioni sui vertici dell'Arpa. Nichi Vendola su Facebook si difende: "Per decenni a Taranto nessuno ha visto niente e troppi hanno taciuto. Io no. Per decenni gli inquinatori hanno comprato il silenzio e il consenso politico, sociale e dei media. Io no. I miei collaboratori no. Siamo accusati in un processo in cui tutti i dati del disastro ambientale sono il frutto del nostro lavoro e della volontà di documentare l'inquinamento industriale di Taranto. Noi, insieme alle agenzie della Regione Puglia, abbiamo fornito le prove che hanno scoperchiato la realtà. Noi per la prima volta nelle istituzioni abbiamo aperto i dossier su diossina e altri veleni. Noi abbiamo varato leggi e regolamenti che sono oggi all'avanguardia della legislazione ambientale. - concludendo - Contemporaneamente abbiamo difeso la fabbrica e i lavoratori. Se questo è un reato, io sono colpevole. Ma questo è il dovere di chi governa, anche affrontando le responsabilità e le conseguenze più dolorose".

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