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Nichi Vendola: auspicio di Beppe Grillo è governissimo PD PDL?

Beppe Grillo sul blog scrive delle "due facce" di Nichi Vendola, ma il leader di SEL, che chiude ad un "governissimo PD-PDL" si domanda se è forse questo, invece, "l'auspicio di Grillo", e sottolinea: "Se presentiamo un'ipotesi di governo che faccia camminare l'Italia verso una radicale svolta economica, sociale, etica, sarà lui a dover spiegare perché lo impedisce".

Oggi sembra essere il turno di Nichi Vendola. Sul blog di Beppe Grillo appare un post dedicato al leader di SEL, che i più vedono come interlocutore privilegiato del MoVimento 5 Stelle. Ai suoi "attiviti" e "cittadini" parlamentari, però, Beppe Grillo ricorda come in campagna elettorale Nichi Vendola lo definiva come "un populista che investe sulle macerie" oppure il "Berlusconi di 20 anni fa". "Grillo è una cosa antica. Se studiamo la storia a cavallo delle due guerre si possono rintracciare i segnali di una cultura antipolitica, preludio al fascismo - diceva ancora Nichi Vendola come riporta sul blog il capo politico del M5S - Vedo in lui lo stesso populismo che ha alimentato la marcia su Roma. Attenzione, anche Hitler sembrava un comico, poi è passato da una birreria alla cancelleria". "Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Vendola, perciò, deve essere molto intelligente!" commenta alla fine Beppe Grillo.

In realtà, PD e SEL stanno tentando, in questi giorni, di aprire un discorso (e magari arrivare ad un accordo) con i "cittadini" del MoVimento 5 Stelle, che a loro volta, secondo le presunte regole della "democrazia della Rete", dovrebbero rivolgersi a tutti i loro attivisti che, magari tramito sondaggio, deciderebbero quale linea politica sarebbe più giusta da seguire in questa delicata fase storica. Se Bersani e Vendola sono "costretti" a mediare con Beppe Grillo, che non è un eletto M5S, è perché sembra essere solamente lui a decidere come instaurare il confronto con le altre forze politiche in campo, legittimamente elette da due terzi degli italiani. Ciò che Nichi Vendola ritiene "più sbagliato", infatti, è un "governissimo PD-PDL", esattamente il contrario di quello che sembra invece volere Beppe Grillo, come potrebbe aver interpretato qualcuno dopo aver letto le dichiarazione del leader del M5S rilasciate al settimanale tedesco Focus. "Niente governissimo, spero che non sia questo l'auspicio di Grillo" riflette infatti anche Nichi Vendola, invitando invece a "dare una scossa elettrica nei primi cento giorni: provvedimenti di lotta al disagio sociale, legge anti corruzione e anti conflitto di interessi, sostegno alla scuola pubblica e serio ridimensionamento delle spese militari".

"Cominciamo così e diciamo al Paese che cambiare si può" esorta quindi Vendola, ma da Beppe Grillo arriva la più netta chiusura, ribadendo che il M5S non voterà la fiducia al centrosinistra. Beppe Grillo, almeno a questo giro, sembra infatti voler essere solo una forza di minoranza, che al massimo appoggia alcune proposte di quelli che lui stesso chiama "vecchi partiti", in attesa che si autodistruggano tra "6 mesi". Insieme al Paese. Vendola percepisce che il vero ostacolo è Beppe Grillo, chiarendo che "è con lui che bisogna parlare" ed invitando il centrosinistra a "sfidarlo sui contenuti", per esempio "allestendo una squadra di governo di alto profilo e proponendo, in Parlamento, un pacchetto di proposte che allievino il dolore sociale e ridiano sobrietà e dignità alle istituzioni pubbliche".

"Così facendo metteremmo il M5S davanti alle sue responsabilità: - intuisce giustamente il leader di SEL - se scegliesse di non darci la fiducia si assumerebbe la responsabilità di riportare di nuovo al voto il Paese in poco tempo". "Se presentiamo un'ipotesi di governo che faccia camminare l'Italia verso una radicale svolta economica, sociale, etica, sarà lui a dover spiegare perché lo impedisce" ribadisce solo ieri da Facebook Nichi Vendola, chiudendo provocatoriamente: "E se questa proposta non funziona si dica al M5S di provarci". Ma Beppe Grillo, al giornale tedesco, ha rivelato: "Forse saremmo stati più preoccupati, se avessimo immediatamente ottenuto la maggioranza" perché "questa è ora una prova generale".

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